Sammenedètte | “Le mà ngeppète”: lavoro ed amore per il mare


Con i marinai si crea un certo rapporto che consente di essere affabili nei confronti della categoria lavorativa e sociale, pur mantenendo la “distanza di sicurezza” a cui si è abituati. Questo riflette sulla controversia che si ha in tale mondo così celere ma ancora poco biasimato dai più perché forse rappresentante la svolta dai retaggi culturali.

Certo, sono avvenute e si sono succedute varie innovazioni e trasformazioni nell’ambito della pesca. Queste hanno indotto i lavoratori del mare a ridimensionare i loro ritmi temporali. Senza dubbio non si ascolteranno più le voci stentoree dei funai da lu sentìre rivolgendosi ai bambini presto impiegati come forza-lavoro, con quel piglio che oggigiorno si potrebbe definire rude, ed invece era propedeutica per la fattiva crescita de nu marenare, per l’ uomo che doveva diventare sapendo gestire la propria forza e coraggio allo scoramento dinanzi ai fortunali e burrasche, posti dietro l’angolo dall’imprevedibilità dell’elemento marino.

Dunque le mà ngeppète sono segno del pieno coinvolgimento del mestiere che ci si appresta a svolgere, ed anche l’enorme partecipazione e solidarietà degli uni con gli altri e che, magari nella contemporaneità del presente, è quantomeno poco riscontrabile.

Si ringrazia Francesco Casagrande


Fonte foto: https://www.flickr.com/photos/[email protected]/8224334918

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