Samb, Massi: «La sola passione non basta. Stiamo valutando nuovi soci»

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Dopo la rocambolesca ed emozionante salvezza raggiunta al Benelli di Pesaro lo scorso 26 aprile, il presidente della Samb, Vittorio Massi, è tornato a parlare del futuro della società rossoblù. Intervenuto nel corso della trasmissione Ritmo di Samb in onda su Vera Tv, il patron sambenedettese ha provato a fare luce su possibili nuovi scenari societari in vista della prossima stagione di Serie C:

«Futuro della società? Siamo in attesa che qualcuno ci dia una mano, ma oltre alle tante chiacchiere ancora non si è presentato nessuno del nostro territorio. Se le cose dovessero restare così, vorrebbe dire che arriverà “lo straniero”. La Sambenedettese, anche grazie all’ottimo settore giovanile, ha accresciuto il suo valore e nessuno vieta a qualcuno di entrare a far parte di questa società. Ma la maggiore titubanza di chi avrebbe anche un minimo interesse è principalmente una: non vorrebbe far vivere alla propria famiglia quello che ha vissuto la mia. Gestire la Samb e la piazza di San Benedetto non è facile e le spese sono superiori alle entrate. Ovviamente, la Samb non ha debiti e questo aspetto è fondamentale agli occhi di un possibile imprenditore interessato ad investirvi. Ricevo giornalmente proposte, ma al momento siamo in attesa di accettabili offerte “locali”».

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Vittorio Massi non nasconde l’interesse di alcuni fondi stranieri, ma sottolinea che, al momento, ogni discorso è in fase di stallo in virtù di valutare al meglio ogni possibile strada percorribile, a cominciare da quella “locale”: «Il contatto con un fondo australiano? C’è anche un fondo svizzero, ma fidarsi non è così scontato: Massi non vuole mollare, perché morirebbe senza la Samb. La politica imprenditoriale del presidente dell’Arezzo Guglielmo Manzo la reputo molto efficace: dopo aver investito, creato una società immobiliare e portato a novanta anni il progetto dello stadio potrà garantire, grazie a quest’ultimo, un ritorno ai suoi soci e l’autogestione dell’Arezzo Calcio. Con il Riviera delle Palme potremmo muoverci alla stessa maniera, essendo una struttura che dispone di variegate opportunità e, di conseguenza, garantirebbe sostengo e autogestione alla società Samb. La sola passione non basta e, prima o poi, porta alla rovina.

Ho a cuore la Samb e, per questo motivo, se decidessi di cedere una parte vorrei al mio fianco una persona appassionata come il sottoscritto – continua il presidente della Samb -. Gli interessi esteri e nazionali ci sono, ma sto temporeggiando perché voglio valutare bene e attendere che qualche imprenditore locale si faccia avanti in modo consistente. Proseguire da solo? Sarebbe impossibile, a meno che non venga drasticamente ridotto il budget, ma questo comporterebbe importanti rinunce, a partire da Boscaglia. Gli sponsor che continuano a darci fiducia li ringrazierò per sempre, ma mi piacerebbe attrarne tanti altri per creare quel qualcosa in più che ci permetterebbe di mettere sul tavolo un valido progetto più importante e ambizioso».

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