SAMB-CAMPOBASSO 1-2, LA CRONACA
SAMB IN SILENZIO STAMPA. LUNGA RIUNIONE MASSI-MUSSI
Ormai quando il Campobasso arriva al Riviera sente l’aria di casa: spinto dal solito migliaio di tifosi ha raccolto la quarta vittoria degli ultimi 5 confronti a San Benedetto, di cui gli ultimi 3 consecutivi e con il minimo scarto (dopo due 1-0 è arrivato un 2-1). D’altronde il Riviera è ormai desolatamente depredato da chiunque, visto che questa è addirittura la tredicesima sconfitta sulle 22 partite casalinghe disputate dalla Samb tra lo scorso anno e l’inizio di questo, di cui le ultime 3 consecutive contro Spezia, Atalanta U23 e appunto Campobasso.
Nell’ultimo anno solare la formazione rossoblù al Riviera ha raccolto solo contro il Pontedera già retrocesso quei 3 punti, che non è ancora riuscita a centrare in questo avvio di campionato da incubo con i soli 2 pari raggranellati contro Forlì e Pianese, non riuscendo nemmeno ad allungare il brodino assaggiato lunedì scorso a Piancastagnaio. Ha schierato inizialmente, pur insistendo con il 3-5-2, la sua Samb più razionale mister Boscaglia con Touré frangiflutti davanti alla difesa e la migliore coppia d’attacco disponibile (Sgarbi-Stabile) e, infatti, quella vista all’opera contro i molisani è stata la più continua ed in partita vista finora, a tratti superiore agli ospiti, che cinicamente hanno trasformato le uniche occasioni avute, approfittando delle abituali amnesie difensive, stavolta pure con la complicità di Krapikas.
Non è così bastata la perla di Marranzino, che si esalta contro il Campobasso (l’unico suo gol della passata stagione era arrivato su una magistrale punizione, timbrando l’1-1 nel finale al Molinari), siglando meritatamente quella prima rete stagionale, che gli era stata ingiustamente negata contro il Forlì. Certo è che non ti puoi permettere di subire praticamente costantemente 2 reti a partita, perché farne altrettanti, se non di più, per vincere diventa davvero complicato, se non, come avvenuto finora, impossibile. Perché alla fin fine questa Samb in gol almeno una volta a partita ci va (solo a Sassari è rimasta a secco) ed è un vero peccato non riuscire a capitalizzare mai queste realizzazioni.
Come spesso accade quando le cose vanno male, poi davvero ti gira tutto storto visto che oggi Candellori e compagni avrebbero meritato tutto fuorché la quinta sconfitta stagionale, maturata a seguito di episodi sfavorevoli (l’occasionissima fallita da Stabile sullo 0-0, l’infortunio di Gigli, l’errore sotto porta di Sgarbi) e di un clamoroso rigore non concesso nei minuti di recupero dopo l’ennesima consultazione FVS avversa ai nostri colori. Se però l’undici iniziale era condivisibile, non altrettanto sono state le sostituzioni operate dal trainer rossoblù, perché inserire un Faggioli ancora una volta evanescente e lasciare in panchina Plicco, le cui capacità di inserimento potevano sorprendere la retroguardia molisana, ci ha lasciati veramente perplessi. Così come restiamo basiti, che dopo la rivoluzione operata in sede di calciomercato il centrocampo schierato sia stato praticamente lo stesso dello scorso anno con Touré, Candellori e Piccoli in mezzo e Marranzino largo a destra.
E qui veniamo alle dolenti note della lunga lista di strafalcioni commessi nell’assemblaggio di una rosa, ormai già decisamente sfiorita, con l’ulteriore beffa che a decidere la sfida odierna è stato quel Matteo Stoppa (giunto già a 4 reti), che avrebbe fatto carte false per restare a San Benedetto e che, come dimostrato anche stavolta, è la pedina che sta tenendo a galla il Campobasso. Ormai il tempo delle giustificazioni per gli autori di questi misfatti (Mussi e Boscaglia) è ampiamente finito, meglio ascoltare “the sound of silence”, prima che la società almeno ci provi ad evitare la figuraccia di essere la squadra “materasso” del campionato, imboccando subito una strada del tutto nuova.
Alessio Perotti
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