Rossoblù di lunga data: Mirko Miceli, il Muro



Non gli ci è voluto molto prima di prendersi la Samb e iniziare a diventare uno degli idoli dei tifosi. Mirko Miceli è il tipico difensore moderno, dall’importante bagaglio tecnico, che spesso viene oscurato dalla sua mole. Intensità, decisione, fisico, testa alta e spesso pure piede caldo, tanto che sono cambiati gli allenatori, ma non il mantra “Miceli regista di difesa“. Lui la Samb se l’è presa in un freddo ed umido ottobre di due anni fa: Conson alza bandiera bianca, il “Micio” fa il suo esordio. Un secondo tempo ordinato, pulito e senza sbavature e i padroni di casa del Mestre si inginocchiano al team di Moriero. Si esalta poi, al Riviera contro il Santarcangelo dove, sfruttando un bel corner di Di Massimo, mette in mostra un altro prodotto tipico della casa: il colpo di testa. Colpo di testa inteso come zuccata, colpo di testa inteso anche come quella folle rovesciata contro il Teramo, esteticamente rivedibile, ma chi se ne frega visto il gol vittoria realizzato a partita, praticamente, conclusa.

E pensare che se le cose fossero andate male, un anno fa, Miceli ora sarebbe a dare la sua carica cosentina chissà dove. Fortunatamente, a ridosso del ferragosto 2018, la società ha capito che il gioco vale la candela. Mirko Miceli, nato a Cosenza nel 1991, nella conferenza di presentazione non azzardò a definirsi spiegando che nelle esperienze vissute tra Viterbo e Olbia aveva ricoperto un po’ tutti i ruoli, e relativi dettami tattici, nella zona centrale della difesa.

Oggi, mister Montero, trova in Miceli un baluardo importantissimo nella retroguardia alla cui ombra è cresciuto pure Davide Di Pasquale e che ha trovato un buon feeling, indistintamente, con tutti i compagni costituendo, tuttavia, con Conson il miglior tandem della storia più recente del club. Con la maglia della Samb addosso ha disputato 66 partite mettendo a segno 4 reti, bel bottino per un difensore.


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