RieccoCi al Tardini. Il punto di Alessio Perotti


Per la Samb quello di Parma è l’ennesimo ricorso storico dopo le trasferte di Montegranaro e Recanati ed il match interno con la Jesina. In quella C2 2001/02 c’era anche il Gubbio…

Se Dio non gioca a dadi con l’universo, come sosteneva Einstein, questo campionato di serie D si è invece proprio divertito a giocare con la storia della Samb. Già nel mese di Aprile non sono mancati suggestivi ricorsi storici, quale il trittico di incontri a Montegranaro (fu la prima partita post-fallimento 2009), in casa con la Jesina (gara della promozione in C2 del 2001, ribadita quest’anno con l’accesso in LegaPro) e a Recanati (promozione poi sciaguratamente vanificata del 2013). In tanti dopo la drammatica retrocessione patita al Rigamonti-Ceppi di Lecco avevamo evocato per la rinascita rossoblu un altro metaforico Tardini, che riecheggiasse il trionfale 9 Giugno 2002, quando iniziò il settennato di C1 terminato proprio su quel ramo del lago di Como. E invece non solo metaforicamente si sono riproposti quest’anno i festeggiamenti di quell’indimenticabile giornata, ma addirittura materialmente il Tardini si appresta a riaccogliere squadra e tifosi rossoblu. Non ci saranno magari i 6000 di quella volta, che spinsero gli stupiti cittadini parmigiani ad affermare che solo quando arrivava nella città ducale la Roma si vedevano giungere tanti tifosi ospiti. Ma saranno comunque numerosi i supporters sambenedettesi, che parteciperanno ad una giornata di festa per due squadre blasonate che tornano nel professionismo, riaffrontandosi dopo la bellezza di 27 anni (finì 0-0 nell’ultima stagione cadetta della Samb). E sì, perché nel 2002 il sodalizio di patron Gaucci non incontrò i crociati, bensì quel Brescello, immortalato da Giovannino Guareschi con le storie di Don Camillo e Peppone, costretto ad arrendersi agli arrembanti rossoblu nella finale play-off di C2. Fu quella una stagione, in cui la Samb incontrò anche il Gubbio (l’altra avversaria della poule scudetto), sconfitto sia all’andata che al ritorno, e che si sviluppò in modo profondamente diverso da quella, sempre condotta al vertice, che sta per concludersi. Allora difatti la Samb annaspò per tre quarti di campionato, trovando lo sprint vincente dopo la trasformazione di Colantuono da giocatore ad allenatore con le famigerate nove vittorie consecutive e i due decisivi successi nel corso dei play-off al Romeo Neri di Rimini e al Riviera contro il Brescello. Poi all’ultimo atto rimasero impressionati capitan Visi e compagni, giunti dal ritiro di Tabiano Terme, alla vista della marea rossoblu, che invase Parma e che li accompagnò nella conquista della C1, sudata dopo la repentina inzuccata vincente di bomber Bizzarri. Sulla panchina gialloblu a fare le veci dell’istrionico mister Cadregari, squalificato nella circostanza, sedeva l’ex “sindaco” di Parma Marco Osio, che in particolare con l’estroso Miftah impensierì non poco il portierone Visi, ma che infine fu costretto ad alzare bandiera bianca quando i suoi restarono in inferiorità numerica. Da quel Brescello arrivò poi in riva all’Adriatico il centrale difensivo Marco Pedotti, uno dei pilastri della formazione che l’anno successivo avrebbe addirittura sfiorato il ritorno in serie B, fermata ai play-off dal Pescara di Palladini e dalle discutibili decisioni arbitrali di Giannoccaro. E chissà che dopo l’ormai obbligata tappa del Tardini la Samb non sia nuovamente protagonista anche nella terza categoria nazionale.

Alessio Perotti

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