Riaccendersi dopo il black out: il commento di Alessio Perotti


Contro Bassano e Reggiana la Samb ha pagato due frazioni di gioco imbarazzanti. Col Teramo (tre sconfitte nelle ultime quattro partite) non ci saranno alibi: Pezzotti e compagni devono voltare pagina…

Ha pagato due tempi da dimenticare la Samb nelle due sconfitte consecutive rimediate nelle ultime due ostiche trasferte contro top-team come Bassano e Reggiana: la squallida ripresa al “Mapei Stadium” ha infatti fatto il paio con lo squinternato primo tempo del “Mercante”. Così sono stati stoppati i due storici record (27 trasferte senza sconfitte e 58 match con almeno un gol all’attivo) vantati dai rossoblu, costruiti in D e portati avanti per la prima tranche di stagione anche in C. Ma se nella quarta serie nazionale si poteva anche pensare ad inanellare record, ora la musica è decisamente cambiata e conviene guadagnarsi la pagnotta settimanale piuttosto che svagarsi all’inseguimento di sogni proibiti. Al cospetto di una squadra molto fisica, oltreché indubbiamente tecnica, come quella di Colucci per la prima volta almeno per 45 minuti la Samb è sembrata squadra di categoria inferiore sotto i punti di vista e questo non si può spiegare solamente col fatto che Palladini ha schierato nel corso della sfida ben 7 calciatori provenienti dalla D (tra confermati e nuovi arrivati). Bene o male si tratta di giocatori, che hanno già dimostrato di poter offrire un buon contributo anche in questa categoria. Il marcato solco è stato tracciato dall’evidente calo di tensione manifestato a cavallo dell’intervallo da Pezzotti e compagni, che probabilmente puntavano ad un atteggiamento attendista per poi mettere in difficoltà i padroni di casa nel finale, ma che di fatto ha infiocchettato un pacco regalo alla Reggiana. E questa squadra cali del genere non può permetterseli, proprio perché non dispone di quei top-player in grado di cambiare l’inerzia di una partita con una giocata. Palladini ha plasmato un bel collettivo, costretto a giocare sempre intensamente: se viene meno questa caratteristica, ecco che tutto si inceppa. Un’altra criticità è rappresentata dal fatto che in assenza di un centravanti di razza la Samb è abituata a giocare dietro la linea della palla: questa impostazione, che diventa spettacolare quando la squadra è in condizione, risulta invece insostenibile in caso di uno scadimento di tono. E così si può incappare in magre figure come quella di lunedì. Sono aspetti da limare (il secondo probabilmente con un intervento sul mercato), ma che finora non hanno impedito ai rossoblu di stazionare nelle zone nobili di una classifica, che dopo dodici giornate si è fratturata in due tronconi. Concluso il secondo trittico ferreo, che comunque ha portato una non disprezzabile dote di tre punti, il definitivo valore della formazione di Palladini sarà sancito dai prossimi incroci con squadre perlomeno dello stesso livello. A partire da un Teramo che, tolta la roboante cinquina di Gubbio, fatica in fase offensiva ed è reduce da tre sconfitte nelle ultime quattro giornate. Mancherà anche probabilmente l’oggetto del desiderio del mercato rossoblu, Jefferson, e quindi non ci saranno alibi: domenica la Samb dovrà riaccendere il Riviera dopo il blackout di Reggio.

Alessio Perotti

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