Qui si fa la nostra nobiltà. Il punto di Alessio Perotti


Dalle critiche esagerate dopo il pareggio esterno in casa del Monticelli ai prossimi due impegni con Fano e Matelica, che decideranno le sorti della Samb e del campionato…

Esagerate a mio avviso le critiche piovute sul gruppo rossoblù e sul suo nocchiero dopo il pari di domenica scorsa. Innanzitutto perché dopo tante vittorie esterne consecutive (9) un pareggio è pressoché fisiologico, altrimenti la Samb sarebbe stata da considerare una squadra di due categorie superiore, neanche una, rispetto alla serie D, poi perché il Monticelli, al di là dell’immensa sproporzione di blasone, è formazione tosta, che ha messo in difficoltà tutte le compagini gravitanti nei primi cinque posti. Oltre al raid del Riviera gli uomini di Stallone hanno nel carniere il blitz di Matelica, i pareggi di Campobasso e San Nicolò e la sfortunata sconfitta di misura a Fano, dove hanno dominato per tutta la ripresa. Non si può pensare di vincere sempre (la Samb proveniva da un filotto di quattro vittorie) e comunque il cammino di Palladini (12 successi e 3 pareggi, tutti 1-1) resta invidiabile per chiunque. Inoltre i rossoblu hanno in dote un punto in più nel ritorno rispetto alle stesse osannate (Monticelli a parte) gare dell’andata, il che vuol dire che non stanno poi facendo così male. Anche le inseguitrici Fano e Matelica non è che stiano sciorinando tutto questo calcio champagne e i loro ultimi successi sono stati comunque a dir poco sofferti. Più che il pari in sé e per sé o la poca brillantezza del gioco, ci sono due aspetti da rimarcare. Primo, si continua a prendere puntualmente gol: in tal senso la partita con la Vis Pesaro risulta più un’eccezione che la regola. Stante così le cose, è dura segnare sempre almeno due reti, per aggiudicarsi la contesa: la Samb resta la peggior difesa del lotto di testa, anche se ovviamente continuano a pesare le nove reti in 180 minuti, che hanno causato l’esonero di Beoni. Secondo, la confusionaria ripresa inscenata al Del Duca è più figlia dell’ansia da vittoria che di motivazioni tecnico-tattiche o atletiche. Al di là del fatto che in questo scorcio di stagione ci può stare una leggera flessione atletica, per poi recuperare forze ed energie nello sprint finale (ricordo che le squadre di Sonetti faticavano sempre tra Gennaio e Febbraio per poi esplodere negli ultimi 2/3 mesi), vedo troppa voglia di chiudere i conti prima possibile. Ci può stare che il vulcanico presidente (nonchè ovviamente i tifosi) gradisca non soffrire troppo e garantirsi presto la LegaPro, ma l’obiettivo vero resta appunto la promozione a fine campionato, non a Febbraio o Marzo. Le stesse invincibili armate di Teramo e Maceratese dei campionati passati, pur avendo sempre condotto ampiamente in testa il torneo, hanno staccato il pass-promozione solo alla penultima giornata. Occorre quindi pazientare (la gatta frettolosa fece i micetti ciechi…), non perdere la lucidità e continuare a dare vera battaglia partita dopo partita, così come Sabatino e compagni hanno d’altro canto fatto finora. Con umiltà, ma anche a testa alta, si dovranno affrontare i prossimi due scontri diretti:  devono essere un grosso stimolo e non uno spauracchio per gli uomini di Palladini, che contro Fano e Matelica potranno guadagnarsi definitivamente la loro “nobiltà”.

Alessio Perotti

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