Pianese-Samb 1-1, COMMENTO: Semplicemente indecenti

PIANESE-SAMB 1-1, LA CRONACA
BOSCAGLIA: «FINCHÈ SIAMO RIMASTI IN UNDICI STAVAMO MERITANDO LA VITTORIA»

Come spesso succede tra due formazioni in cerca dei tre punti, in questo caso del primo successo in campionato, è finita con un pareggio, che scontenta entrambe tra Pianese e Samb, rimandando ulteriormente l’appuntamento per dare una svolta ad un avvio di stagione “a lento pede”. O meglio forse, per come si era messa la partita alla mezzora della ripresa con il pareggio meritatamente raccolto, pur se su rigore molto dubbio (ennesimo episodio FVS avverso ai colori rossoblù), dai toscani, il misero punticino regala una minima boccata d’ossigeno agli ospiti.

Per vari motivi: 1) per la terza volta su 3 trasferte la Samb, proprio in concomitanza al penalty realizzato da Bellini, si è ritrovata in inferiorità numerica, stavolta dopo Zini a Sassari e Magnaghi a Pineto, è toccato a Camigliano, autore di un ingenuo, anche se non gravissimo, intervento in area 2) di conseguenza si è temuto il peggio ovvero che come avvenuto nel recente passato la ripresa fosse nuovamente foriera dell’ennesima debacle 3) in qualche modo invece si sono perlomeno stoppate due serie negative, quelle delle quattro sconfitte consecutive e del non aver finora raccolto punti lontano dal Riviera 4) nel finale si sono visti calciatori, come Chelli e Touré, finora relegati ai margini che invece potrebbero dare una mano nell’immediato futuro, visto che almeno sul piano fisico mostrano un vigore superiore alla maggior parte di chi è sceso in campo.

Questo giusto per indorare una pillola altrimenti nuovamente amara, o forse ancor più, perché contro una Pianese assolutamente spuntata (con il rigore di questo pari, emulo dell’1-1 della passata stagione, sono solo 2 le reti messe a segno), giunta al terzo pareggio casalingo in altrettanti match disputati nel piccolo Comunale di Piancastagnaio, la squadra di un Boscaglia, che resta fortemente in bilico, come avrebbe detto un grande giornalista sportivo quale Gian Maria Gazzaniga, si è limitata ad una sorta di “ciapanò”, ovvero a non prenderle, lasciando l’iniziativa costantemente nelle mani dei padroni di casa, in modo addirittura clamoroso nella ripresa. Perché, salvo una ripartenza conclusa da Piccoli, la Samb, già comunque povera di idee anche nella prima frazione, non ha praticamente più superato la metà campo? Attanagliata dalla paura e da un’assoluta incapacità di gestire la palla, è rimasta rintanata costantemente nelle retrovie, venendo giustamente punita.

A questo punto le responsabilità di chi ha costruito questa vera e propria armata Brancaleone devono venire definitivamente a galla, perché salvo i soliti Sgarbi e Krapikas, e forse Stabile, che finalmente ha giocato dal primo minuto, e Plicco, entrato solo nel finale, per il resto è veramente da mettersi le mani nei capelli. Soprattutto a centrocampo, dove la Samb non esprime nulla (palesemente errati i due nuovi playmaker, Machin e Buljan, entrambi per ora per lampante inadeguatezza accantonati) e sta riuscendo a fare persino peggio del già poverissimo reparto mediano della passata stagione. Mussi e Boscaglia, se proprio vogliono andare avanti a San Benedetto, aggrappandosi ad un contratto esteso fino al 2028, non dovranno dormirci la notte, per cercare da subito di porre rimedio all’impressionante serie di errori che hanno commesso, rimettendo in qualche modo in piedi una stagione, il cui destino al momento appare irreversibile.

Alessio Perotti

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