Magi prepara l’accoglienza alla Samb: «Non esistono tatticismi. Giocheremo a viso aperto per vincere»


Il tecnico degli umbri conosce bene la Samb e l’ha affrontata quattro volte nel corso dell’ultimo anno, tre in questa stagione con un bilancio non positivo. Magi vuole rifarsi: «Ci servirà la giusta mentalità per superare un avversario di qualità»…

All’alba della sfida che vedrà affrontarsi Samb e Gubbio al Barbetti, prende la parola il tecnico umbro Magi e nell'abituale conferenza post rifinitura spiega:
«Sarà una partita da dentro o fuori, non esistono tatticismi».

In effetti chiunque, tra gli addetti ai lavori, abbia parlato di playoff lo ha sempre fatto paragonandoli, innanzitutto, ad una vera e propria lotteria:
«Fare calcoli sarebbe come violentarsi. La differenza in questa sfida la farà la testa. Il bello dei playoff è che dipende tutto da noi e questo ci rende più forti. Giocheremo a viso aperto per vincere. Sappiamo che per ottenere il risultato servirà una grande prestazione contro un avversario tosto. Sarà dura e venderemo cara la pelle».

Il tecnico ex Maceratese passa all’analisi dei due club che, in questa stagione, si sono già affrontati per ben tre volte. L'unica sconfitta della Samb risale al 7 agosto quando gli avversari si imposero per 2 a 1 al Riviera delle Palme nel match di Coppa Italia. In campionato due vittorie:
«Tra il Gubbio e la Samb ci sono stati due punti di differenza in classifica, si tratta di squadre che si equivalgono. In campionato hanno vinto sempre loro perciò servirà la giusta serenità per superare questo ostacolo con una avversaria di qualità. Abbiamo dimostrato molto in queste 38 partite e ora vogliamo confermarlo domani pomeriggio portando avanti il nostro sogno».

Importante, per il club umbro, è comunque il fattore umano. Il Gubbio è composto da un gruppo molto solido e Magi ne tesse le lodi:
«É stato bello allenare questi ragazzi – afferma a Cronaca Eugubina – perché tutti si sono sempre impegnati al massimo. Ho avuto ragazzi bravi a livello tattico ma anche a livello umano. Alcuni calciatori più esperti non c'è bisogno nemmeno di motivarli, basta uno sguardo».

Domenico del Zompo

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