L’Angolo del Narrante – La tragedia del Pinguino

In questo spazio della Gazzetta troverete una rubrica curata in collaborazione con Il Narrante (QUI la pagina Facebook). Uno spazio dove potrete scoprire o approfondire curiosità storiche che appartengono alla città di San Benedetto del Tronto. L’Angolo del Narrante vuole accompagnarvi fuori dal mondo del calcio e dello sport per provare a condurvi, con leggerezza, nel ricco giardino della cultura sambenedettese. Una lente di ingrandimento su personaggi, eventi e luoghi del passato che hanno lasciato un segno nella storia di San Benedetto.

LA TRAGEDIA DEL PINGUINO

Sono trascorsi sessant’anni dalla tragica notte – compresa tra sabato 19 e domenica 20 febbraio 1996 – che costò la vita ai quattordici membri dell’equipaggio della barca atlantica “Pinguino”. Il motopeschereccio, affondato un mese dopo la partenza dall’Italia, colò a picco nelle acque africane a sette miglia di “Capo Blanco” (nelle vicinanze della cosa mauritana), per poi scomparire dai radar fino all’avvistamento della prua alle 5:30 della mattina successiva. A bordo del “Pinguino” vi erano imbarcati il comandante sambenedettese Alberto “Mimì” Palestini, il primo ufficiale sambenedettese Elio Voltattorni, il direttore di macchina Domenico Romani di San Benedetto, il motorista sambenedettese Antonio Pompei, il nostromo di San Benedetto Ruggero Spina, il cuoco di bordo Vittorio Scartozzi nativo di Grottammare e i marinai sambenedettesi Vittorio Fidanza, Divo Bruni e Tommaso Bruni.

L’equipaggio era composto anche dai marinai Pasquale Greco di Ancona, Giuseppe Monti da Gaeta e Felice Taranti, Agostino Greco e Giuseppe Greco dalla Sicilia (Porto Empedocle). Un mese dopo il naufragio, la barca “Andrea Speat” andò alla ricerca del motopeschereccio “Pinguino” ospitando a bordo una troupe giornalistica: il relitto venne individuato, ma ad oggi è ancora lì e mai sono state definitivamente accertate le cause del naufragio.

Fonte foto: copertina della “Domenica del Corriere” del 1° maggio 1966

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