In questo spazio della Gazzetta troverete una rubrica curata in collaborazione con Il Narrante (QUI la pagina Facebook). Uno spazio dove potrete scoprire o approfondire curiosità storiche che appartengono alla città di San Benedetto del Tronto. L’Angolo del Narrante vuole accompagnarvi fuori dal mondo del calcio e dello sport per provare a condurvi, con leggerezza, nel ricco giardino della cultura sambenedettese. Una lente di ingrandimento su personaggi, eventi e luoghi del passato che hanno lasciato un segno nella storia di San Benedetto.
LA FLORENTIA
La storia di San Benedetto del Tronto – più precisamente quella di Porto d’Ascoli – si intreccia con quella della “Florentia Legno”, azienda nata a Firenze nel 1919 da un’idea di Tommaso Ristori. A partire dagli anni ’50, infatti, Varo Ristori (figlio di Tommaso) acquista uno stabilimento industriale lungo Via Mare a Porto d’Ascoli per poi avviarvi una importante attività produttiva di compensati, segati e tranciati in legno. Situata a ridosso del vecchio passaggio a livello – trasformato nell’attuale sottopasso sul finire degli anni ’60 – e dirimpetto all’autoscuola San Cristoforo, la “Florentia”, oltre che per la sua ingombrante struttura e l’inconfondibile ciminiera, viene ricordata per le interessanti opportunità lavorative offerte a centinaia di sambenedettesi. Varo Ristori riesce a guadagnarsi l’ammirazione della cittadinanza tanto che, dopo la sua morte avvenuta nel 1986 e con l’attività produttiva trasferita nel più moderno stabilimento di Centobuchi, l’amministrazione decide di dedicare alla sua memoria il parco (i cui giochi sono stati donati dalla stessa famiglia Ristori) realizzato nel tratto terminale della pista ciclabile che collega viale dello Sport a via del Mare (tra la ferrovia e il sottopasso).
Fonte foto: pagina Facebook “San Benedetto del Tronto come era…”
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