La Samb e gli arbitri, Cinciripini: «La società si è fatta sentire nelle opportune sedi»



Pare sbollita la rabbia della Samb dopo la sconfitta patita contro la Reggio Audace. In più occasioni il presidente rossoblù ha parlato di rapporti diretti e critiche con Ghirelli riguardo quanto accaduto nelle ultime sfide. Al Mapei Stadium la società ha voluto mantenere il silenzio per evitare rischi e squalifiche, ma oggi il DG Cinciripini ha fatto il punto della situazione:


«Avevo deciso di fare una comunicazione scritta, poi, consigliato, ho deciso di fare una conferenza. Noi ci troviamo a rendere conto ai nostri tifosi, ai nostri abbonati, alla società che investe, alla città e agli sponsor. Questa è una società forte, ognuno, che ha un ruolo, fino a questo momento ha avuto un atteggiamento diverso dagli altri anni. Il presidente ha sbottato per delle situazioni che si sono venute a creare. Mi sono appuntato quelli che sono gli errori più gravi che la Sambenedettese ha subito. La prima ammonizione di Di Pasquale contro la Virtus Verona, il gol annullato a Gelonese. C’era una espulsione di Mandorlini al 14’, secondo me premeditato, che l’arbitro non ha avuto il coraggio di fare. Il rigore, palese o meno, se l’è sentito di darlo. Contro il Vicenza non ho nulla, l’espulsione c’era. Contro la Reggiana abbiamo toccato il fondo con quel gol convalidato. Carella fino all’85’ aveva arbitrato bene, non c’era nulla da rimproverargli. Noi non siamo rimasti col cerino in mano: ci siamo mossi nelle sedi preposte. Esiste un tavolo dove poter battere i pugni, noi abbiamo portato le nostre rimostranze. Sono degli errori casuali, io credo nella buona fede di tutti perché la componente più seria nel calcio sono gli arbitri. Abbiamo dei ragazzi stupendi, non arrivano mai in ritardo agli allenamenti, c’è un mister che ha un amore smisurato per questa squadra e un direttore che ha fatto il massimo col budget. Stiamo facendo grandi cose per portare introiti a questa società. Il mio obiettivo era trattenere Fedeli. Avreste dovuto vedere i calciatori a fine partita, ragazzi come Frediani e Volpicelli che in campo avevano dato tutto. Erano delle furie. E io non sono andato a proteggere l’arbitro, ma i giocatori. Ho detto all’arbitro quello che pensavo. Dal giudice sportivo non sono arrivate decisioni nei confronti del solo Miceli, già diffidato».

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