Il mercato, le pressioni e la società. Lamazza e la filosofia Samb: «Qui grandissimi stimoli»


La Samb e il suo mercato. Il direttore sportivo Francesco Lamazza, arrivato a San Benedetto a rilevare l’importante lavoro iniziato dal predecessore Francesco Panfili, si è ritrovato catapultato in un ambiente ricco di pressioni. Non è stato facile, come lui stesso ha ammesso ai microfoni di VeraTv, ma la società ha provato, fin dal primo momento, a rendergli la vita più semplice:

«Il presidente Fedeli dà degli stimoli e sprona a dare sempre il massimo. È molto ambizioso. Andrea Fedeli, in questo mercato, mi è stato molto vicino e ci siamo sempre confrontati. Chi mi ha aiutato veramente ad entrare dentro questa “famiglia” è l’avvocato Andrea Gianni. Quando ho lavorato, prima della Samb, ho sempre pensato a diversi aspetti. Qui mi sono concentrato esclusivamente sul mercato. Posso dire che mi sono divertito sotto un certo punto di vista perché ogni scelta è stata condivisa e ponderata. Ad oggi, voglio essere sincero, è stato un bellissimo mercato. A San Benedetto ho stravolto il mio modo di lavorare perché è impossibile condurre trattative “segrete”. Ho sempre dovuto giocare a carte scoperte. E anche per questo ho capito quanta pressione c’è. Mi rendo conto che qui c’è un presidente molto passionale, che ci tiene tantissimo ed è un imprenditore che nella sua vita professionale ha sempre vinto, è facile capire quanto ci tenga anche dal punto di vista sportivo. Quando arrivai, la prima cosa che mi disse Andrea Fedeli fu: “Io, giovani in prestito dalla Serie A non ne voglio. Io non valorizzo giocatori di altri”. E allora prendiamo giovani che siano di nostra proprietà perché dei premi valorizzazione, alla società, interessa poco».


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