I quattro pilastri della Samb: Santurro, Miceli, Rapisarda e Cernigoi


In un momento storico in cui numeri e statistiche spesso sovvertono risultati e gioco, nel calcio, non dare un’occhiata a quelli che sono i record della Samb sarebbe un errore.


Innanzitutto perchè, per quanto visto fino ad ora in queste prime 9 giornate, mister Montero si è spesso affidato al solito undici di partenza cambiando molto poco a livello tecnico, nulla a livello tattico. Segno comunque di una squadra con idee chiare e gerarchie definite. Almeno all’esterno. Per quanto riguarda il segreto dello spogliatoio emerge che tutti, per il tecnico uruguaiano, sono potenziali titolari dal momento che in campionato contano minutaggio Trillò, Piredda, Biondi, Bove e Panaioli. Il difensore ex Rieti, appena rientrato dall’infortunio al piede che lo ha tenuto fuori dalla Coppa Italia contro l’Imolese, si contenderà una maglia con Carillo e Di Pasquale, senza perdere d’occhio Zaffagnini, a cui però, come Biondi, manca il ritmo partita.


Montero però non può prescindere da 4 elementi fondamentali, fino a questo momento presenti dal fischio iniziale a quello finale. Verrebbe da dire “i soliti”, ma chi oggettivamente farebbe a meno di Rapisarda, Miceli e Cernigoi. L’altro è Antonio Santurro, che causa squalifica (il primo squalificato di stagione) salterà la gara con la Virtus Verona lasciando i tre compagni incamerare altri minuti.

Per tutti e quattro, il cronometro, recita 810′ giocati (recuperi esclusi). Seguono subito Angiulli e Gemignani rispettivamente a 764′ e 787′.

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