Dubbi, certezze, polemiche: episodio dopo episodio ecco tutti i rigori fischiati contro la Samb


Di penalty se ne contano ben sette dall’inizio del campionato, sei subiti nelle ultime cinque partite. Palladini accusa «Non vogliamo alibi», ma gran parte delle decisioni sembra corretta…

Il report. Sono sette i rigori che la Samb ha visto assegnarsi contro in queste prime dieci giornate di campionato. Tanti, forse troppi e non tutti proprio limpidi. La questione ha iniziato a prender piede dopo la gara interna contro il Parma. L’arbitraggio del signor Fourneau di Roma 1 non è andata giù ai rossoblù, tantomeno ai tifosi che non hanno certo esitato a rimarcare il concetto al termine del match, prendendola con più filosofia sui social con l’hashtag #rigoreperilparma. Sotto la lente d'ingrandimento va anche la trasferta di Venezia che riserva sorprese poco piacevoli ai circa 300 supporters giunti in laguna: l’arbitro, Giua di Olbia, ha avuto più di qualche svista. Si può sorvolare, anche se rientra temporalmente tra le ultime gare giocate, su quella contro il Padova che ha visto i rossoblù trionfare per 2 a 0: alla Samb mancano due rigori, uno su Mancuso nel primo tempo (al 12’) e uno su Tortolano (al 55’), quest'ultimo tanto clamoroso e plateale quanto il gesto di proseguire del direttore di gara, bersagliato da fischi per il resto del match.

Maceratese – Samb 1-2 (29’ Tortolano, 31’ Quadri su rigore, 49’ Fioretti su rigore).
Il primo rigore della stagione arriva per mano, è proprio il caso di dirlo, di Fioretti. Il centravanti, sugli sviluppi di un'azione offensiva dei padroni di casa, va a respingere malamente un colpo di testa ravvicinato di Gattari provocando la massima punizione, il tocco è sembrato netto nonostante l’iniziale incredulità dell'attaccante.
Samb – Parma  2-2 (16' Mancuso, 36' Nocciolini, 53' Lulli, 83' Calaiò su rigore).
Contro il Parma scende in campo una Samb maiuscola e corposa, capace di mettere all’angolo il blasonato e, solo sulla carta, più forte avversario. Ci sarebbero diverse occasioni da moviola, ma bisogna focalizzare l’attenzione su quanto capita negli ultimi venti minuti. Al 70’ Lucarelli si incarica di battere un calcio di punizione dal limite dell’area: il mancino rasoterra del centrale è insidioso e filtra tra le gambe della barriera rossoblù, Frison è attento e blocca proprio sulla linea. Le proteste ducali sono molto veementi, qualcuna anche troppo sopra le righe, ma l’arbitro aiutato dall’assistente, non convalida. Appena cinque minuti arriva un cross dalla destra di Baraye, appena entrato. In area sviene Calaiò che accentua nettamente la caduta; Fourneau sorvola. Il fattaccio: è l’81’ e in area Calaiò e Radi si scambiano reciproci complimenti, il direttore di gara dapprima richiama entrambi. Sugli sviluppi del calcio di punizione dal quale doveva riprendere l'azione, tuttavia, Radi commette l’ingenuità di colpire Calaiò che cade coprendosi il volto. La gomitata del difensore, evidente, non era proprio indirizzata sul viso dell'avversario (che lo aveva a sua volta, ma in maniera meno marcata, colpito), ma tant’è, rigore e rosso diretto. Nulla da eccepire sul fatto che poi sia stato assegnata la massima punizione, lo scontro tra i due è avvenuto con il pallone regolarmente in gioco. La gestione della gara da parte dell'arbitro, nell'arco dei novanta minuti, non è comunque sembrata all'altezza.
Venezia – Samb 2-2 (46’pt Sabatino, 54’ Tortolano, 77’ Pederzoli su rigore, 81’ Bentivoglio).
Anche contro i lagunari viene additato il lavoro del direttore di gara, Giua di Olbia. Il rigore assegnato ai padroni di casa e sbagliato da Ferrari al 41’ non è in dubbio: Berardocco stende nettamente Marsura. Poche sono le proteste in occasione del fallo di Sabatino su Pederzoli al 77’, la maglia del numero 4 di casa si allunga e la caduta in area porta l'arbitro ad assegnare il rigore. Non è di un penalty che si tratta, ma dell'azione che ha portato al gol Bentivoglio: solitaria di Ferrari sulla fascia, conclusione insidiosa respinta da Pegorin, dalla parte opposta arrivano in corsa Sabatino e Bentivoglio, in anticipo sul rossoblù: entrambi scivolano e Bentivoglio tocca il pallone con una mano spingendolo in rete.
Samb – Sudtirol 2-2 (41’ Fink, 70’ Di Massimo su rigore, 79’ Cia, 84’ Lulli).
Il rigore assegnato a Gliozzi dopo 24 minuti di gioco è netto con Lulli che, ingenuamente, stende Tulli in corsa.
Bassano – Samb 4-3 (22’ Minesso su rigore, 39’ Fabbro, 42’ Mancuso, 49’pt Minesso su rigore, 49’st Grandolfo, 56’ Mancuso su rigore, 85’ Di Massimo su rigore).
Ottavio Palladini raramente guarda agli episodi, ma alla ripresa degli allenamenti ha voluto dire la sua su questo "particolare" record. Ad accendere la miccia è stata certamente la gara contro il Bassano di sabato scorso. Prima azione incriminata del 23’ minuto: Michael Fabbro buca la difesa ospite e Di Filippo cerca l’anticipo in scivolata colpendo, tuttavia, l’avversario. Fallo netto, ma non rigore visto che il contatto avviene fuori dall’area. L’altro penalty che, a detta di Palladini “Avrebbe tagliato le gambe a tutti”, ma non alla Samb evidentemente, è molto più che generoso. Fabbro, al 48’, mette dentro un cross sul quale si avventa Grandolfo che tenta la zampata, Di Filippo si oppone di testa (e subisce probabilmente un gioco pericoloso); sul centrale rossoblù inciampa l’avanti di casa che cade. Il direttore di gara è inamovibile: secondo giallo e calcio di rigore, con Di Filippo accompagnato al Pronto Soccorso.

In definitiva, senza creare nessuna polemica, appare evidente come la Samb dietro soffra spesso, lasciando all'avversario il fianco scoperto e dovendo rimediare alla meglio nelle situazioni difensive. Quello dei rigori non è certo un alibi anche perchè, come ha detto correttamente l'estremo difensore del Venezia Facchin "Se è rigore va fischiato, anche fosse il decimo della gara", buona parte di quei falli, la Samb, li ha commessi. Le proteste nascono dagli episodi dubbi che hanno penalizzato i rossoblù…

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