Dramma Civitanovese: giocatori contro la società. Domenica può scendere in campo la Juniores


Caos infinito quello che regna a Civitanova: botta e risposta continuo tra giocatori e presidente. Contro la Sammaurese si è rischiata la sconfitta a tavolino…

Serie D senza pace. Dopo i fatti che hanno portato alla radiazione del Chieti anche la Civitanovese sembra soffrire una questione societaria poco chiara. Alla guida tecnica del club rossoblù, la cui tifoseria è gemellata con quella sambenedettese, si sono succeduti Caneo, Cevoli e Scoponi, attualmente in carica e con l’arduo compito di provare a concludere la stagione, con qualsiasi risultato. Sembra impossibile mantenere la categoria, prospettiva sempre più distante dalla realtà, ma si sta cercando almeno di evitare la radiazione, che arriverebbe se la Civitanovese non scendesse in campo per tre gare. Dito puntato contro la gestione del patron Cerolini, reo secondo gli atleti, di non aver dato seguito alle promesse fatte ad inizio stagione. Risale a qualche giorno fa una lettera, firmata dalla prima squadra, in cui emerge la volontà di molti di voler lasciare il club a causa delle gravi inadempienze. “[…] Dispiace ritrovarsi a leggere in un momento di forte crisi societaria, nella quale siamo sempre scesi in campo dando il massimo e sudando per la maglia, dichiarazioni di questa società (o chi la rappresenta) che vanno a ledere e toccare direttamente la dignità personale di ognuno di noi. […] Siamo stati accusati di essere delle prime donne, le quali non hanno voluto accettare le opzioni di alloggio a loro offerte per avere degli appartamenti in centro. Questo non è vero. Siamo invece degli atleti a cui erano state date delle garanzie, le quali al mese di novembre sono già venute meno o sarebbe meglio dire non sono ancora state mai effettivamente rispettate. […] È inaccettabile che oggi, una società latente il cui obiettivo primario dovrebbe essere trovare una soluzione, se ne esca invece attaccando la propria rosa sportiva, l’unica che la domenica prova ancora a dare rispetto a questi colori, sputando sangue, mettendoci l’anima e forse essendo gli unici oggi insieme allo staff tecnico a metterci la faccia".
La situazione, già difficile fin dall’inizio, è peggiorata man mano fino a degenerare nell’arco dell’ultimo mese. La Civitanovese, nell’ultimo turno di Serie D, rischiava di non scendere in campo contro la Sammaurese perché non erano stati garantiti trasporto e pranzo, pagati poi da alcuni imprenditori locali sensibili alle richieste dell'Assessore allo sport Balboni e a Gianni Rosati, subentrato in qualità di direttore sportivo a dicembre. Alla ripresa degli allenamenti, martedì, molti giocatori hanno lasciato il campo senza neanche entrare negli spogliatoi in quello che è già stato ribattezzato dai quotidiani un “ammutinamento”. Domenica, nella gara esterna contro la Jesina, dovrebbe scendere in campo la formazione Juniores in modo da allontanare il rischio di incappare in una sconfitta a tavolino. La situazione è molto tesa e sembra si stia profilando un Cerolini contro tutti dato che, il presidente, a mezzo “comunicati” risponde a chi lo attacca e garantendo il pagamento delle pendenze e scongiurando, tra l’altro, il fallimento. I giocatori hanno ringraziato i tifosi per il continuo supporto trovando anche l’appoggio del primo cittadino, Claudio Corvatta, che ha espresso rammarico per l'attuale situazione del club.

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