PINETO-SAMB 2-1, LA CRONACA
COSTANZO (VICE BOSCAGLIA): «CHIEDIAMO SCUSA AI TIFOSI E CI ASSUMIAMO LE NOSTRE RESPONSABILITÀ»
Nella sfida tra due squadre alla ricerca del primo squillo in campionato, l’ha intonato e meritatamente il Pineto, per l’ennesima volta ben allestito per la categoria dall’ottimo tandem Brocco (presidente)-Di Giuseppe (direttore sportivo). Fino al 2-0 firmato Germinario-Vigliotti non c’è stata praticamente partita con i frizzanti padroni di casa pungenti e pericolosi e la Samb macchinosa ed innocua, salvo la solita fuga di Sgarbi e un tiraccio dal limite di Piccoli. Il possibile 2-2 finale, illusoriamente raggiunto in inferiorità numerica prima che la revisione arbitrale lo cancellasse, sarebbe stato frutto più della casualità e della deconcentrazione degli abruzzesi che di una vera e propria reazione.
Certo in questo inizio da incubo di campionato con 3 sconfitte consecutive tutte maturate nella ripresa, oltretutto inatteso dopo una promettente fase di rodaggio e con una rosa, almeno sulla carta ma per ora decisamente solo su quella, tecnicamente superiore a quella di un anno fa, oltre ai demeriti di Boscaglia e dei suoi uomini, pesano anche e molto FVS (2 gol decisivi discutibilmente annullati, il 2-1 di Marranzino contro il Forlì e appunto questo 2-2 di Perrotta) e penalizzanti decisioni arbitrali con gli affrettati rossi, rivelatisi poi fatali, esibiti verso Zini a Sassari e stavolta a Magnaghi (andava comunque sostituito prima, visto che all’esordio dal primo minuto ormai era, oltreché già ammonito, anche da un bel po’ sulle ginocchia). Serve farsi sentire in Lega, ma è anche necessario, nei pochi giorni che precedono la prossima partita, mercoledì al Riviera contro la forte Atalanta U23, vittoriosa in rimonta contro il Pescara, svolgere una profonda disamina della situazione venutasi a creare, mettendo in discussione tutto e tutti, per evitare innanzitutto che la Samb diventi sin da ora la cenerentola del girone.
A partire dalla società, passando per il direttore sportivo Mussi, mister Boscaglia, il preparatore atletico Di Renzo ed ovviamente l’intera squadra, in primis quelli che erano considerati big (vedi Gigli, Machin, Tunjov e lasciamo perdere il discorso della condizione, che di questo passo per certi giocatori non arriverà mai…), tutti ma proprio tutti devono sentirsi responsabili di questa falsa partenza e far capire (un po’ come successo a Grosso a Firenze, sostituito in panchina da Vanoli, subito vittorioso) se davvero se la sentono di andare avanti o no in una piazza calda, e che ora diventerà caldissima, come quella di San Benedetto. Con una gruviera difensiva (quasi 2 gol subiti a partita), un centrocampo, soprattutto in mezzo, inadeguato e senza idee (Machin passeggia da 3 partite, poi Buljan lasciamo perdere…), corsie esterne senza sbocchi e un attacco da decifrare (povero Sgarbi, che finora predica nel deserto, ma perché Stabile non può giocare dal primo minuto?), questa Samb si sta rivelando sempre più raccapricciante e i dubbi sulle operazioni di calciomercato diventano sempre più consistenti.
Boscaglia è veramente convinto della bontà dell’intelaiatura messagli a disposizione? Perché quel suo “abbastanza soddisfatto” espresso in conferenza stampa dopo la chiusura del calciomercato non era affatto convincente. È ancora intenzionato ad insistere col 3-5-2 oppure si può ipotizzare qualche alternativa? È ancora sicuro che i suoi verranno prima o poi fuori? Perché altrimenti quello che rischia purtroppo di andare fuori sarà proprio lui. I due elementi cercati in coda al calciomercato (difensore rapido e trequartista in grado di saltare l’uomo) sono proprio quelli che attualmente mancano, assieme a questo punto ad un vero playmaker. In questo smarrimento totale resistono solo, immancabilmente, i tifosi: è proprio vero che ora più che mai la Samb sono loro!
Alessio Perotti
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