SAMB-SPEZIA 1-2, LA CRONACA
SAMB-SPEZIA 1-2, LE PAROLE DI BOSCAGLIA
Scommettiamo che proprio così avrebbe commentato il nostro Gigi una prestazione a dir poco sottotono della sua Samb, messa all’angolo dal primo all’ultimo minuto da un tecnico e manovriero Spezia, rivoluzionato dopo la retrocessione dalla Serie B e ben assemblato dall’ex direttore sportivo rossoblù Guido Angelozzi, anche se sia lui che il tecnico Marco Turati hanno cercato di mascherare le ambizioni liguri, segnalando la presenza di altre corazzate nella categoria maggiormente candidate al salto di categoria, nonostante il momentaneo condiviso primato. In realtà al Riviera non c’è stata praticamente partita, al di là dello striminzito 2-1 conclusivo, conseguito rimontando l’unico bagliore di casa nostra, firmato dall’unico calciatore apparso veramente, assieme a Krapikas, all’altezza dei rivali, ovvero Lorenzo Sgarbi.
Anche lo Spezia è praticamente totalmente rinnovato, come ed anche più della Samb, eppure grazie anche alle qualità tecniche dei giovani talenti individuati da Angelozzi, appare già squadra, capace di fare gioco e partita, mentre la formazione di Boscaglia (espulso già per la seconda volta dopo la partita di Coppa a Pescara) è lontana dal manifestare una propria identità, anzi al secondo appuntamento casalingo ha denotato un’involuzione piuttosto preoccupante. Candellori e compagni subiscono il terzo ceffone consecutivo di una settimana terribile in tutti i sensi, dopo quello di Sassari in inferiorità numerica e di Altamura in Coppa, dilapidando il doppio vantaggio, e sono desolatamente fanalino di coda assieme a Vis Pesaro e Pianese col solo punticino raccolto al Riviera contro il Forlì (2-2). Si va avanti con i vari alibi della struttura fisica, del profondo rinnovamento a seguito del movimentato calciomercato, concluso con ulteriori arrivi e partenze proprio questa settimana, di calciatori che devono essere del tutto integrati come Tunjov, fermo per tutto il ritiro precampionato, e gli ultimi arrivati Buljan, Machin e Magnaghi.
Ma così proprio non va: non si può rinunciare a giocare, non si può consegnare del tutto il centrocampo nelle mani dei rivali, non ci si può difendere con una doppia linea Maginot (ad inizio ripresa si è passati dal 3-5-2 ad un 5-4-1 con Faggioli arretrato largo a destra) ed un blocco bassissimo, addirittura all’altezza dei 16 metri. Siamo appena ad inizio campionato e i punti contano, sì, ma non ancora drammaticamente: sarebbe il caso di pensare innanzitutto a giocarsela la partita, prima che ad arroccarsi davanti al portiere con una mentalità retrograda e sparagnina, per costruire una fisionomia ed un’attitudine di squadra da sviluppare nel corso del campionato. Perché alla fine, come dimostrato nella circostanza del bel vantaggio (poi ribaltato così come lo era stato quello di Plicco all’esordio contro il Forlì), qualche qualità tecnica anche questa Samb ce l’ha e, per evitare di perdere pericolosamente ulteriore terreno in questo avvio ad handicap, a partire dalla prossima tutt’altro che semplice trasferta al Pavone-Mariani di Pineto, dovrà fare assolutamente in modo di metterle più in evidenza e di farle valere, appunto come fatto oggi dallo Spezia.
Alessio Perotti
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