Ha messo nel mirino sin dall’inizio del campionato quella Serie B, da cui manca da troppo tempo (2006/07), l’Arezzo, cercando di coronare un percorso virtuoso iniziato nel 2021. Subito dopo la rovinosa caduta in Serie D da fanalino di coda della Serie C 2020/21 (quell’anno fu sconfitto dalla Samb della fallimentare gestione Serafino sia al Città di Arezzo, 3-2, che al Riviera, 1-0) è arrivata la tanto attesa svolta societaria. L’avvento di Guglielmo Manzo, attuale presidente amaranto, ha portato, oltre a quella solidità economica spesso latitante negli anni precedenti, soprattutto una visione di calcio sostenibile, pragmatica e orientata al futuro, a partire da un rivitalizzato settore giovanile.
E la crescita di società e squadra è stata appunto graduale e progressiva: 2 anni per vincere la Serie D, due campionati di Serie C conclusi al primo e secondo turno dei play off ed ora questa straordinaria annata, che indubbiamente merita il suggello di una sacrosanta promozione. Non ha fatto follie in sede di calciomercato sia estivo che invernale l’Arezzo, portando in Toscana rodati elementi di categoria, in grado sì di fare la differenza individualmente ma soprattutto di essere squadra. Notevole in questo senso il lavoro compiuto dal direttore sportivo Aniello Cutolo, ex attaccante amaranto, che ha completato il suo mosaico con gli ingaggi, durante la sessione invernale, di un calciatore di spessore per reparto: Coppolaro in difesa, l’ex Cagliari Ionita a centrocampo e il top-player Cortesi, sottratto al Carpi, davanti.
Nel segno della concretezza anche la scelta dell’allenatore, confermando l’ex Samb ed Ascoli Cristian Bucchi dopo il positivo finale dello scorso campionato, a cui è stata quindi data la giusta continuità. Con un equilibrato 4-3-3, capace di rivelarsi efficace sia in fase offensiva (Cianci, Pattarello e Ravasio sono ai vertici della classifica marcatori) che difensiva, Bucchi ha disegnato un Arezzo non spettacolare, ma assolutamente concreto. Ha patito qualche difficoltà più in casa la compagine toscana (la stessa vittoria all’andata contro la Samb, appena privata di mister Palladini, fu sofferta e conseguita solo con un penalty di Pattarello) che in trasferta, dove le sue caratteristiche vengono letteralmente esaltate. Quasi un percorso netto lontano da casa quello aretino nel girone di ritorno, dove finora ha sempre vinto (6 partite su 7) eccetto a Guidonia (0-0); l’unica sconfitta esterna è stata subita nel derby d’andata di Livorno (2-1). Sulla carta sarebbe una sfida dall’esito scontato quella tra una Samb disastrosa al Riviera e un Arezzo, pur privo di tifosi al seguito e reduce dal ko in extremis nello scontro diretto con l’Ascoli di lunedì sera, ma nel calcio non si sa mai.
IL PRECEDENTE
AREZZO-SAMB 1-0 (30/11/25)
MARCATORI: 15’st (rigore) Pattarello.
AREZZO (4-3-3): Venturi; De Col, Gilli, Chiosa, Righetti; Mawuli, Guccione (40’st Tito), Chierico (8’st Iaccarino); Pattarello (40’st Perrotta), Varela, Tavernelli (24’st Ravasio). A disp. Trombini, Galli, Meli, Gigli, Arena, Sussi. All. Bucchi.
SAMB (4-4-2): Cultraro; Zoboletti, Zini, Dalmazzi, Tosi; Konaté (43’st Battista), M. Touré, Candellori, Marranzino (27’st N. Touré); Sbaffo (43’st Iaiunese), Eusepi (17’st Alfieri). A disp. Grillo, Zanetti, Chelli, Vesprini, Napolitano, Martins, Scafetta. All. Mancinelli.
ARBITRO: Giuseppe Rispoli di Locri (Pasqualetto-Pandolfo-Iacobellis-Iuliano).
ESPULSO: 11’st Tosi.
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