Intona “Arrendermi mai” di Renato Zero e riacciuffa, quando per l’ennesima volta stava per chiuderla in bianco, la Samb una partita, che porta in dote un pareggio, valido, al di là del punticino conquistato, soprattutto per il morale e per ritrovare fiducia in se stessa (oltre a quella possibilità di segnare, parsa spesso utopistica in questa stagione) in un durissimo finale di campionato, che potrebbe protrarsi con l’appendice delle due sfide play out. Ha incontrato una formazione, la Ternana, appena affidata al giovane tecnico ed ex calciatore rossoverde Fazio dopo l’esonero di Liverani, che nelle ultime quattro giornate aveva raggranellato anche meno punti (3 contro i 4 rossoblù) e che nell’arco di questa sfida ha confermato i suoi alti e bassi tipici di tutto il campionato.
Non pareggiava da 7 giornate la squadra umbra, che sta navigando per giunta nelle agitate acque di una situazione societaria tutta da definire e alle prese con una spending review. La Samb ha dal canto suo ritrovato il punteggio più frequente in trasferta (quinto 1-1), dove viaggia a ritmo da play off, che ricorda molto quello di Campobasso, raccolto anche allora in zona Cesarini, dopo aver sofferto per lunghi tratti la supremazia dei padroni di casa. Una superiorità manifesta nella prima frazione, che appariva un’allarmante prosecuzione di quanto avvenuto una settimana fa in casa contro i lupi molisani, con una formazione scarsamente coesa, slabbrata e dalle maglie larghe, penetrate a proprio piacimento dai rossoverdi, che solo per errori grossolani erano rimasti a bocca asciutta.
Ma così come la Samb ha due volti tra casa, dove è la peggiore, e trasferta, li ha anche manifestati tra primo e secondo tempo, riequilibrando l’andamento del match con il contributo di Boscaglia, bravo stavolta a saper leggere la partita e a cambiare assetto, passando dal quel 4-2-3-1, che aveva pedissequamente proposto finora, al 3-5-2. E con questo layout gli ospiti hanno giocato alla pari, se non meglio a tratti, rispetto ai padroni di casa, il cui vantaggio è stato generosamente concesso da Gianquinto con un penalty veramente molto dubbio.
Ci hanno creduto Eusepi e compagni, dando una volta tanto l’impressione che la contesa fosse tutt’altro che archiviata, e certamente meritato è stato il pari conseguito con determinazione da un Zini avventatosi sullo spiovente pennellato da Piccoli per scaraventare alle spalle di D’Alterio non solo il pallone ma anche tutta la rabbia covata dentro in questi umilianti mesi. Questo, assieme ad un modulo concepito per D’Alesio con il calciomercato invernale e che ora fornisce più garanzie in termini di compattezza, soprattutto a centrocampo con maggiori possibilità di recupero palla, dovrà essere lo spirito indomito, ben incarnato anche dal suo capitano Eusepi, con cui la Samb sarà chiamata a “sciabolare” con qualsiasi avversario da qui in poi per tenersi stretta una categoria, che San Benedetto senza dubbio merita.
Alessio Perotti





















