Samb-Perugia 0-1, IL COMMENTO: Ponete fine a questo scempio

SAMB-PERUGIA 0-1, LA CRONACA
SAMB-PERUGIA 0-1, A FINE PARTITA D’ALESIO ED EUSEPI A COLLOQUIO CON I TIFOSI

Vergognosa, non ci sono altri termini per appellarla, la prestazione offerta da una Samb ormai alla deriva e che sta precipitando in classifica (1 sola vittoria nelle ultime 16 giornate) in un fondamentale scontro salvezza come quello contro il Perugia di Tedesco, rilanciato prima da un sontuoso mercato orchestrato da Riccardo Gaucci, e poi, dopo aver raccolto solo 2 punti nelle ultime 4 partite, da questo raid esterno, materializzatosi a metà della prima frazione e poi difeso senza patemi d’animo nella ripresa. Solo un paio di folate prima dello svantaggio e una palla gol, respinta con i piedi da Gemello nei pressi della linea di porta, sono davvero poca cosa per una squadra che avrebbe dovuto disputare questo confronto diretto con il coltello tra i denti alla maniera dei bucanieri, lottando palla su palla. Invece le svagatezze difensive del primo tempo, non sfruttate dagli umbri già prima del vantaggio di Tozzuolo, erano solo un preludio ad un atteggiamento senza la necessaria concentrazione e l’indispensabile cattiveria per fare risultato.

Non c’è stata di fatto la benché minima reazione, una volta passati in svantaggio, ed è stato letteralmente inconcepibile poi lo stucchevole tran-tran di una ripresa disputata senza nerbo e quasi senza voglia di pareggiarla. Si è vista in campo una squadra priva di un vero centrocampo, il reparto imprescindibile per costruire quel gioco che è assolutamente mancato. Per lunghi tratti la Samb ha traccheggiato con una stantia sequela di “passaggetti” laterali e scolastici, sonoramente disapprovati da un Riviera, nuovamente disonorato in una storica serie di sconfitte (addirittura 7 su 12 partite), mai ricordate negli annali rossoblù. È stato “monco” il calciomercato di riparazione operato dalla società presieduta da Vittorio Massi, che necessitava nella maniera più assoluta di essere completato con un centrocampista di qualità e un centravanti degno di questo nome, avvezzo a segnare e in grado di dare il cambio ad un capitan Eusepi, naufragato anche lui nel marasma di questa squadra.

Così come sta definitivamente affondando mister D’Alesio, incapace di trasmettere nerbo e determinazione ai suoi uomini, ed autore di scelte molto discutibili oggi come quella di riproporre inizialmente Zini come esterno destro di centrocampo, di defilare Candellori in quel ruolo dopo l’intervallo, di non provare a giocare con un difensore in meno nel corso della ripresa, quando il Perugia si era man mano rintanato nella propria metà campo per non rischiare nulla di fronte all’inconsistenza avversaria. In quattro partite casalinghe della sua gestione non è arrivato manco lo straccio di un gol, se ne sono perse 3 su 4 e il ritorno alla vittoria casalinga, che ormai manca da un girone, appare sempre più una chimera. Sarebbe folle perseverare con un allenatore praticamente alla prima esperienza, pur apprezzabile per alcune idee mostrate in versione da trasferta, ma purtroppo non adatto a dirigere una situazione incandescente, più grande al momento di lui. Si è rivelata quindi, come si temeva, più che mai azzardata la scelta societaria di rimuovere Palladini (dopo una partita di Coppa) prima e Mancinelli (dopo l’immeritata sconfitta ad Arezzo) poi con un’autentica scommessa in panchina: a questo punto, prima che sia veramente troppo tardi, occorre umilmente riconoscere che è stata persa.

Alessio Perotti

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