SAMB-CAMPOBASSO 0-1
MARCATORI: 10’pt Magnaghi.
SAMB (4-2-3-1): Cultraro; Zini, Lepri, Dalmazzi, Piccoli (39’st Gigante); Candellori, Touré (1’st Maspero); Marranzino (25’st Alfieri), Stoppa (25’st Lonardo), Parigini (39’st Konaté); Eusepi. A disp. Orsini, Ponzanetti, Chelli, Lulli, Bongelli, Tosi, Zoboletti, Martins. All. Boscaglia.
CAMPOBASSO (3-4-2-1): Tantalocchi; Salines (28’st Parisi), Lancini, Papini; Cristallo (38’st Brunet), Agazzi (1’st Serra), Gargiulo, Olivieri (15’st Celesia); Gala, Bifulco; Magnaghi (27’st Padula). A disp. Rizzo, Forte, Sarr, Lombari, Di Livio, Antenucci. All. Zauri.
ARBITRO: Dario Madonia di Palermo (Russo-Antonicelli-Ursini-Singh).
AMMONITI: 20’pt Salines, 30’pt Agazzi, 31’pt Olivieri, 38’pt Touré, 40’pt Parigini, 5’st Candellori, 34’st Zauri, 48’st Alfieri.
ANGOLI: 6-3.
FUORIGIOCO: 3-3.
CHIAMATE FVS: 0-0.
RECUPERO: 2’-4’.
NOTE: Samb in maglia rossoblù, pantaloncini e calzettoni blu; Campobasso in completo bianco con banda esterna verticale rossa e blu. Terreno di gioco in buone condizioni. Cielo sereno, temperatura di 9°C. Spettatori presenti 6.344 di cui 1170 provenienti da Campobasso.
Come il mitologico Sisifo, la Samb vede di nuovo cadere giù quel masso che, dopo la propizia vittoria di Guidonia, sembrava aver avvicinato alla cima del monte. Una sconfitta che, in un fatale attimo, annulla le fatiche in terra laziale e consolida quello che, a tutti gli effetti, è un cronico e nefasto “mal di Riviera”: lo 0-1 maturato con il Campobasso di mister Zauri e firmato da Magnaghi porta a dieci le sconfitte casalinghe nel corso dell’intera stagione.
Mister Boscaglia conferma il 4-2-3-1 vittorioso a Guidonia, inserendo il rientrante Dalmazzi al posto dell’infortunato Pezzola. In attacco, confermato il tridente composto da Marranzino, Stoppa e Parigini a ridosso dell’unica punta Eusepi. Il Campobasso di mister Zauri, reduce dalla sconfitta interna con la capolista Arezzo, risponde con un 3-4-2-1 affidato alla fisicità di Magnaghi. La Samb parte forte sfruttando le qualità offensive di Stoppa e Parigini. Il solito propositivo e benaugurante inizio che consente ai rossoblù di casa di uscire per primi dai nastri di partenza, ma il Campobasso non ci sta e reagisce con veemenza. Dopo un dubbio contatto in area molisana tra Zini e Olivieri, arriva la risposta ospite con Magnaghi: il centravanti ex Atalanta non si lascia scappare la ghiotta occasione di ribadire in rete un cross sporco di Cristallo al centro dell’area di rigore. Una generale dormita difensiva che consente ai molisani di portarsi avanti dopo soli dieci giri d’orologio. Il meraviglioso incitamento del pubblico casalingo, ben contrastato dagli oltre milleduecento campobassani giunti al Riviera, contribuisce a rendere animata e dinamica una sfida che, pochi minuti dopo il vantaggio, vede le due squadre impegnate in un rapido botta e risposta: prima Cnadellori sfiora il gol con un colpo di testa dall’interno dell’area piccola, poi Cultraro respinge una ravvicinata e potente conclusione di Bifulco. L’enfasi va scemando con il passare dei minuti e la Samb sembra non riuscire a venire fuori dalle sabbie mobili: Touré, disorientato e disordinato, soffre la maggiore reattività degli avversari; Marranzino, poco coinvolto dai compagni di squadra, fatica ad entrare nel vivo della gara; Eusepi ci mette grinta e leadership, ma fatica a sostenere le tentate manovre offensive. La prima frazione di gara si chiude con il Campobasso vicino al secondo gol dopo un tiro di Magnaghi incrociato che sfiora il palo alla destra di Cultraro. Il match riparte con Maspero in campo al posto di un insufficiente (e anche ammonito) Touré, ma sono gli ospiti a creare la prima emozione: Bifulco stordisce Dalmazzi con una serie di finte e, una volta messo nel mirino lo specchio della porta, calcia a botta sicura sul primo palo trovando la pronta e provvidenziale respinta di Cultraro. Estremo difensore di casa che, scoccato il ventesimo minuto, si ripete anche su Cristallo, timidamente contrastato da Piccoli. Il mal di mare in casa Samb è evidente e, dopo aver rischiato di crollare sotto i colpi di Gala e Magnaghi, Boscaglia prova a riequilibrare la pericolante e fragile imbarcazione: dentro Lonardo per Stoppa e fuori Marranzino per fare spazio ad Alfieri. Le nuove forze in campo provano a restituire vigore, ma la scossa non arriva. Quando mancano cinque minuti al triplice fischio, il tecnico siciliano decide di tentare il tutto per tutto ridisegnando un 3-5-2 che vede tra i nuovi interpreti Konaté e l’ultimo arrivato Gigante. Dettami ultra-offensivi che, però, non conducono all’agognato gol del pareggio. La Samb cade ancora tra le mura amiche e, tra gli assordanti fischi dei suoi tifosi (a cui fanno da sottofondo i gioiosi cori dei molisani), si dirige negli spogliatoi. Venerdì c’è la trasferta sul campo di Terni e verrebbe quasi da dire che bisognerà sfruttare il fattore trasferta.
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