Samb-Ascoli 0-1, IL COMMENTO: La notte più scura

SAMB-ASCOLI 0-1, LA CRONACA
BOSCAGLIA: «ABBIAMO LOTTATO SU OGNI PALLONE»

“Notte scura, notte senza la sera, notte impotente” cantavano i Tazenda con Pierangelo Bertoli e, aggiungiamo noi, notte ancora senza fortuna per una Samb arresasi solo al novantesimo e in inferiorità numerica nel derby atteso da 40 anni e vinto in trasferta dall’Ascoli dopo un secolo. Fa così en-plein la formazione bianconera nei derby di campionato, vinti entrambi per 1-0 ed in superiorità numerica nella ripresa, lasciando alla Samb il solo contentino della vittoria di Coppa (2-1), che tra l’altro è in assoluto l’ultimo successo, datato 29 ottobre, in un Riviera, che si conferma assolutamente terra depredata come non mai in lungo e in largo (record storico negativo di 9 sconfitte in 15 incontri di campionato, per il resto solo 2 successi e 4 pareggi).

Erano numeri impietosamente differenti quelli che dividevano Samb ed Ascoli, ma che si sperava potessero essere sovvertiti dall’orgoglio rossoblù, dalla carica dei diecimila del Riviera delle Palme, da qualche trovata di Boscaglia e da una ritrovata compattezza di squadra. Aspetti che ci sono indubbiamente anche stati e che hanno tenuto la malferma, soprattutto dopo l’inopinata espulsione di Dalmazzi, baracca rossoblù in piedi fino alla rete regalata da due passi all’appena entrato Corazza, tenuto maldestramente e maledettamente in gioco da una imperfetta linea difensiva. Per la quinta volta su cinque incontri con le squadre di testa la Samb perde 1-0, una periodicità di risultato che la dice lunga sul fatto che i rossoblù riescano comunque a stare sempre in partita anche contro le prime della classe, ma che, non segnando mai (e stavolta tirando anche pochino in porta in verità), faticano terribilmente a racimolare punti. Diametralmente opposti gli andamenti delle due squadre nelle ultime 8 giornate: 7 vittorie e 1 pari (2-2 con la Torres agguantato all’ultimo istante al Del Duca) che etichettano l’Ascoli come la squadra più in forma del campionato, 6 sconfitte e 2 pari, entrambi 0-0, per una Samb a cui neanche l’effetto Boscaglia (1 punto in 3 partite e nessun gol all’attivo) è riuscito a dare uno scossone.

La nottata diventa ancora più scura con le vittorie di Torres e Perugia, che relegano Eusepi e compagni al penultimo posto solitario e tre lunghezze sotto la quota salvezza, mentre lo storico raid al Riviera regala una notte da sogno ai “cugini”, che staccano il Ravenna, prossimo avversario al Del Duca, e avvicinano la capolista Arezzo (1 solo punto in due partite casalinghe consecutive), sconfitto sorprendentemente a domicilio dalla Ternana. Solo per metà primo tempo la Samb ha mostrato la giusta aggressività per impensierire il Picchio, che poi mano a mano grazie al calcio tecnico e posizionale di Tomei, bravo anche ad invertire le posizioni di Guiebre e D’Uffizi e nell’azzeccare i cambi della ripresa, ha preso decisamente il sopravvento, fino a chiudere la pur generosa formazione di Boscaglia nella propria trequarti, costringendola alla resa finale. Non è riuscito il tecnico siciliano a trovare nel corso della partita le giuste contromisure per far rifiatare e ripartire meglio i suoi, che soprattutto nella ripresa hanno concesso il predominio territoriale ed un costante possesso palla agli ospiti.

A questo punto la Samb ha proprio toccato il fondo di una stagione zeppa di errori ma anche di malasorte, di cui è emblematica proprio questa serata sconfortante per un pubblico da Serie B, che ora invece purtroppo rivede da vicino lo spettro della Serie D. Non è però il momento di mollare, anche perché non c’è veramente più nulla da perdere: male che vada ci si giocherà disperatamente la salvezza ai play out, che ora psicologicamente sono da considerare più come un’ulteriore opportunità di permanenza in Serie C, che come una iattura. Sproniamo allora ancor più i pur combattivi, anche se demoralizzati, Eusepi e compagni a credere tuttora nelle possibilità di salvezza e vista la data del 4 marzo, che tanto ricorda Lucio Dalla, “aspettiamo, senza avere paura, domani”.

Alessio Perotti

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