REGGIANA-SAMB 2-0, LA CRONACA
REGGIANA-SAMB 2-0, D’ALESIO: «UN SOLO TEMPO AD ALTO LIVELLO NON BASTA»
Stanno entrambe attraversando un processo di rinnovamento o rafforzamento, che dir si voglia, societario Reggiana e Samb. I due patron, Amadei, titolare della Immergas, e Massi stanno valutando sia proposte esterne (la Reggiana ne ha ben tre da vagliare, la Samb soprattutto quella dell’ex Reggina Gallo) che locali. Se sulla sponda emiliana si è già costituita una s.r.l. separata grazie ad imprenditori-tifosi, che intanto ha messo sul piatto della bilancia più di 1 milione di euro almeno per traghettare le prossime scadenze federali, in casa Samb è stata appena lanciata una campagna, comunque da definire, sostenere e diffondere meglio e con più chiarezza, non con uno svolazzante e piuttosto velleitario comunicato, che lascia il tempo che trova, rivolta a coinvolgere direttamente imprenditori, tifosi e sponsor in una holding societaria con l’acquisizione di relative quote.
In siffatto contesto quest’anticipo serale, a cui granata e rossoblù si presentavano dopo una sequenza di partite dall’andamento opposto (4 sconfitte nelle ultime 5 gare per i primi, 8 punti negli ultimi 4 incontri per i secondi), appariva più che altro come un cuscinetto su cui adagiare e facilitare proprio il dipanarsi della matassa societaria. Alla fine, tra due formazioni rabberciate per via di indisponibilità anche pesanti (su tutte da una parte il capocannoniere del girone, il croato Sipos, dall’altra per numero di parate, il miglior portiere, il lituano Krapikas), ha prevalso l’atteggiamento sornione e cinico dei padroni di casa, che così rialzano la testa, replicando il 2-0 inflitto nell’ultima esibizione casalinga alla Torres. Mastica amaro una Samb che, dopo aver assaporato il “dolcetto” di una maiuscola e promettente performance nel corso di una dominata prima frazione, rivede invece le streghe (e non solo quelle di Halloween) con un inizio di ripresa da incubo, in cui in difesa stende il tappeto rosso al tandem offensivo di Tesser, l’esordiente Cavaliere, che così non ha fatto rimpiangere Sipos, e il letale capitan Portanova, a segno per la quinta volta.
La partita è di fatto finita quindi dopo un’ora con una tramortita Samb, passata dall’illusione del primo tempo alla dura realtà di una classifica deficitaria, che richiederà molto tempo e pazienza per essere sistemata. Si interrompe quindi la mini-striscia positiva di 4 turni iniziata con il ritorno di D’Alesio, ma a far sperare è indubbiamente quanto visto nel primo tempo, testimonianza comunque di un percorso di crescita, che dovrà ora proseguire con ancora maggiore convinzione e fiducia nei propri mezzi, senza farsi condizionare da una sconfitta che sul campo della Reggiana ci può stare. Chi ha indubbiamente vinto sono quei 600 tifosi che di venerdì sera e non proprio ad un tiro di schioppo hanno seguito una squadra impelagata nei bassifondi della graduatoria, sostenendola con incredibile e smisurata passione: rappresentano una tifoseria senza eguali, da onorare al meglio con una società alla sua altezza, fiera e solida, in grado di far tornare la Samb e con essa San Benedetto ai fasti di un tempo.
Alessio Perotti
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