PINETO-SAMB 0-0, LA CRONACA
BOSCAGLIA: «SALVEZZA PIÙ LONTANA? DOBBIAMO PENSARE SOLO A NOI STESSI»
È finita l’attesa sfida al Pavone-Mariani come nella maggior parte dei precedenti con il Pineto, ovvero con un pari (come d’altronde all’andata e sesto sui dieci confronti disputati), uno 0-0, che emula proprio l’ultimo scontro diretto in terra abruzzese, quando i biancazzurri, lanciati verso la promozione in Serie C, furono bloccati dalla formazione di Manoni alle prese con la disastrata gestione Renzi. Era una partita molto ostica quella sul terreno di una formazione brillante, quarta assieme al Campobasso, che delle ultime cinque ne aveva vinte quattro, infarcita di calciatori dal futuro roseo, scovati da un ottimo direttore sportivo quale Marcello Di Giuseppe (il budget stagionale del Pineto è simile a quello della Samb).
Sul campo però l’amplissimo divario di 19 punti, che separa Pineto e Samb, non s’è visto, al di là di un prolungato e tecnico possesso palla dei padroni di casa, incapaci però di impegnare un Cultraro praticamente inoperoso. Merito del solido 3-5-2 varato per la prima volta sin dall’inizio da mister Roberto Boscaglia, colpito dal grave lutto dell’improvvisa perdita del padre in settimana, e giustamente riproposto dopo la bella prestazione offerta nella ripresa di Terni. Per la prima volta sotto la guida dell’esperto tecnico siciliano la Samb, priva dell’infortunato Parigini e con Stoppa inizialmente ineditamente in panchina, inanella due risultati utili consecutivi (contro formazioni, come Ternana e Pineto, inferiori solo a quelle del trio di testa), per la terza volta nelle sue 7 partite conclude con un clean sheet e mostra di aver ritrovato quella compattezza di squadra, che sembrava smarrita dopo l’inopinata separazione con Palladini, la cui ultima partita di campionato è stata proprio quella dell’andata col Pineto (1-1 col pari in rimonta conseguito da Candellori dopo il vantaggio di Bruzzaniti, poi approdato al Catania nel calciomercato invernale).
L’altra faccia della medaglia, negativa, è purtroppo quella ricorrente dell’incapacità di segnare, pur avendo creato in area di rigore più pericoli rispetto ai quotati ragazzi di Tisci, che relega la Samb come fanalino di coda del girone in quanto a gol realizzati. Ci ha provato in più di un’occasione la formazione ospite (in realtà solo sulla carta, vista la nutrita rappresentanza di fans di casa nostra) a presentarsi con più uomini negli ultimi sedici metri avversari, ma neanche questo, che comunque è un passo avanti rispetto al passato, è stato decisivo. È vero che con i risultati delle concorrenti questo punto, pur onorevole come prestazione e per il valore della contendente, potrebbe risultare platonico, ma, visto che ormai da qualche settimana l’odore di play out si fa sempre più intenso, è comunque almeno concretamente utile per tenere a distanza il Bra, fermato sul nulla di fatto a Pontedera, al fine di conservare quella terzultima posizione, che garantirebbe un piccolo vantaggio nel doppio spareggio salvezza.
E sempre in quell’ottica la quadratura finalmente trovata dalla Samb non può che fare ben sperare. Nel frattempo, fintanto che in questo “final countdown” la matematica non sbarrerà definitivamente la strada della salvezza diretta varrà la pena di continuare a provarci, a partire dall’impegno pre-pasquale nello stregato Riviera, sulla carta proibitivo, contro la capolista Arezzo: ma chissà che, richiamando Rino Gaetano, finalmente nel nostro giardino non possa nascere un fiore.
Alessio Perotti
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