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L’Angolo del Narrante – Giochi d’infanzia

In questo spazio della Gazzetta troverete una rubrica curata in collaborazione con Il Narrante (QUI la pagina Facebook). Uno spazio dove potrete scoprire o approfondire curiosità storiche che appartengono alla città di San Benedetto del Tronto. L’Angolo del Narrante vuole accompagnarvi fuori dal mondo del calcio e dello sport per provare a condurvi, con leggerezza, nel ricco giardino della cultura sambenedettese. Una lente di ingrandimento su personaggi, eventi e luoghi del passato che hanno lasciato un segno nella storia di San Benedetto.

GIOCHI D’INFANZIA

Una delle più nitide fotografie della società italiana tra gli anni ’60 e ’80 può essere rappresentata dalle tradizioni ludiche dei giovanissimi sambenedettesi di quei tempi. Giochi di strada (tra i luoghi più ambiti vi era la piazzetta del Torrione o le scalinate delle chiese), semplici, istintivi e creati con oggetti di uso comune (tappi di bottiglie, figurine di calciatori) o con il solo ausilio della fantasia. C’è chi amava dilettarsi al gioco volgarmente chiamato “Costamuro”, che consisteva nell’appoggiare la figurina perpendicolarmente ad una parete e, al via, lasciarla cadere verso il basso con lo scopo di posizionarla il più vicino possibile al muro o sopra quella dell’avversario;

o c’era chi sfidava i propri amici a “Coppetta”, dove, una volta posizionata la propria figurina su una superficie (spesso una scala o un gradino) con la parte posteriore rivolta verso l’alto, la si colpiva con la mano “a coppa” per farla girare o spostare, cercando di farla finire sopra quella dell’avversario o in una posizione vantaggiosa per vincerla. Tra i giochi d’infanzia non possiamo non menzionare “Stucca, lascia e pepe”, “Tre, sei nove” con le “palline” (vetro o metallo), “Soffietta”, “Bicchieretto”, Schicchera”, “Piastrelle” (dove si cercava di colpire una pila di monete o di figurine per poi accaparrarsele), “Lettera” e tantissimi altri.

Fonte foto: pagina Facebook “San Benedetto del Tronto come era…”

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