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L’Angolo del Narrante – Andrea Pazienza: il genio sambenedettese del fumetto contemporaneo

In questo nuovo spazio della Gazzetta troverete una nuova rubrica curata in collaborazione con Il Narrante (QUI pagina Facebook). Uno spazio dove potrete scoprire o approfondire curiosità storiche che appartengono alla città di San Benedetto del Tronto. L’Angolo del Narrante vuole accompagnarvi fuori dal mondo del calcio e dello sport per provare a condurvi, con leggerezza, nel ricco giardino della cultura sambenedettese. Una lente di ingrandimento su personaggi, eventi e luoghi del passato che hanno lasciato un segno nella storia di San Benedetto.

ANDREA PAZIENZA: IL GENIO SAMBENEDETTESE DEL FUMETTO CONTEMPORANEO

Andrea Pazienza nasce a San Benedetto del Tronto il 23 maggio del 1956. Un’artista che tenta di raccontare gli anni 70′ e 80′ attraverso le immagini e la sua fantasia. “Paz”, come viene soprannominato, muore alla giovane età di 32 anni: viene ritrovato senza vita dalla moglie all’interno del bagno della propria abitazione. Nonostante la sua breve esistenza lascia numerose opere, tanto da venire considerato uno dei maggiori fumettisti italiani.

Molti registi, scrittori, cantautori dedicano ad Andrea Pazienza film, canzoni e libri: nel mondo del cinema Stefano Mordini realizza, nel 2001, il film documentario “Paz77”, dove ci presenta un Pazienza alle prese con Pentothal, la sua prima opera. Roberto Benigni, molto amico del fumettista, dedica al giovane artista il film “Il piccolo diavolo” del 1988. Anche nel film di Paolo Virzì “Ovosodo” viene citato il suo nome e ripresa una scena tratta dal suo fumetto. Il nome di Andrea Pazienza compare anche nel celebre romanzo di Federico Moccia, “Tre metri sopra il cielo”. Inoltre, il suo nome viene citato anche attraverso i personaggi da lui creati: in una storia a fumetti di Cattivik, dedicata alla memoria del disegnatore, appaiono Zanardi e i suoi compagni.

Per quanto riguarda il panorama musicale, il nome di Andrea Pazienza viene citato da Piero Pelù in “Presente”, dai Bisca in “1977” e Vinicio Capossela, durante il suo concerto, omaggia il Genio di San Benedetto del Tronto. Nel corso della sua breve carriera artistica dà vita a personaggi che divengono delle icone e dei simboli per i movimenti di quegli anni e che, ancora oggi, mantengono la loro forza espressiva. Zanardi e Pentothal sono due delle principali creature scaturite dalla fantasia di Paz: entrambe caratterizzate da una vena autobiografica, Zanardi, detto “zanna”, è uno studente che frequenta il liceo di Bologna. Un personaggio perfido che diviene un rappresentante della generazione dei giovani italiani dei primi anni 80′. San Benedetto del Tronto, sua città natale, ricorda il genio di Andrea Pazienza e la sua arte dedicandogli la piazza della vecchia pescheria nel centro cittadino, denominata appunto “Piazzetta Paz”.

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