Filiberto D’Angelo, insieme a suo fratello Fabio, sono lo sponsor principale dell’Unione Rugby San Benedetto con la loro azienda Fi.Fa. Security. Entrambi sono degli ex rugbisti, anche se Filiberto ha avuto una carriera migliore rispetto a Fabio che, dopo un grave infortunio, ha dovuto dire basta.
«Ho iniziato a giocare a rugby all’età di 16 anni – esordisce Filiberto – nei primi anni Ottanta quando venne fondata la prima Samb Rugby e portai con me mio fratello Fabio, uno dei più forti tallonatori ma che dopo l’infortunio al ginocchio ha dovuto abbandonare. Sia io che lui viviamo per il rugby e abbiamo deciso di legare la nostra azienda a questo sport quando si decise di far nascere l’Unione anche dalla volontà di Pierluigi Camiscioni. L’arrivo in Serie A era un sogno che oggi si è realizzato e fondamentale fu la scelta di Edoardo Spinozzi perché lui, oltre ad avere l’amore per il rugby è uno a cui piace sognare. Era una persona che noi conoscevamo e la nostra scelta era anche dovuta dal motto che chi dal rugby ha ricevuto al rugby deve restituire. Da questo sport si riceve formazione di vita, formazione del carattere e ti permette di conoscere tante persone che magari diventano tue amiche. Edoardo ripete sempre che se noi della Fi.Fa. non avessimo deciso di entrare, non si sarebbe arrivati a questi livelli in quanto siamo stati apripista per altri sponsor».
Vi aspettavate una stagione di questo genere al primo anno di Serie A? «Da una parte non è che te lo aspetti ma lo speri. A me piace sognare e questo è più di un sogno. È stato il presidente Spinozzi a trovare il giusto allenatore e quest’ultimo a scegliere i giocatori migliori. La squadra te la fa lo spogliatoio e quest’ultimo ti fa i risultati. Essere al terzo posto è una piacevole sorpresa anche perché sono arrivati dei nuovi ragazzi che si sono facilmente integrati. Io penso che se vinciamo tutte le partite in casa non ci siano difficoltà nel mantenere la posizione. Chi sta primo ha effettuato un investimento non indifferente. Quello che mi fa piacere è che la città si sta accorgendo di avere una squadra in Serie A in uno sport nobile».
È ipotizzabile per San Benedetto magari in un futuro arrivare nella top ten del rugby? «Io credo che possa essere una cosa fattibile. È chiaro che parliamo di un livello europeo, ma quando entri poi in questo torneo attrai sponsor molto più grandi. La struttura ce la abbiamo, la società c’è e anch’essa può essere allargata, il vivaio sta crescendo e quindi credo che, non so in quanto tempo, ma non è un qualcosa di impossibile. Perché non sognare di poterci arrivare?».
Fonte foto: Unione Rugby San Benedetto


