Guidonia-Samb 0-1, IL COMMENTO: Questa vittoria è del popolo rossoblù

GUIDONIA-SAMB 0-1, LA CRONACA
MASSI: «STIAMO RIMEDIANDO AI MIEI ERRORI»
BOSCAGLIA: «NON ABBIAMO ANCORA FATTO NULLA»

È loro, indubbiamente loro, di questi meravigliosi tifosi, che al Città dell’Aria (intitolato in memoria dell’area di ricerche aeronautiche di Montecelio negli anni Trenta) hanno lasciato di stucco pubblico di casa e commentatori, il primo successo (e il primo gol) della gestione Boscaglia contro quella che ormai è diventata una diretta concorrente, anche se ancora con 4 punti di vantaggio e una partita in meno. Aveva certamente lasciato una profonda tacca nell’animo di tifosi e calciatori la tremenda mazzata rimediata al novantesimo nel derby rivinto a San Benedetto dall’Ascoli dopo un secolo: di tempo per elaborare questa sorta di “lutto” ce n’è stato veramente poco, eppure i fans di casa nostra sono riusciti a reagire per primi con quella smisurata passione, che li rende una delle tifoserie più ammirate d’Italia e non solo, completando la dote di biglietti a disposizione per il settore ospiti e soprattutto dando un perentorio segnale alla squadra: qua non si molla!

E i calciatori li hanno stavolta seguiti in pieno, battagliando dal primo al novantottesimo minuto su ogni palla, senza quelle deleterie distrazioni che avevano causato le sconfitte di misura della formazione di Boscaglia contro le inseguitrici della capolista Arezzo, ovvero Ravenna ed Ascoli. Aveva sottolineato il tecnico siciliano, che un’impronta tattica e caratteriale la sta fornendo ai suoi, la necessità di ricercare sempre la vittoria d’ora in poi e questa voglia si è notata, pur con le solite imprecisioni in fase di rifinitura e di finalizzazione. Questa Samb ha ormai una sua fisionomia, che la porta a giocare raccolta per poi ripartire, limitando al massimo i rischi, e nel rovente finale di Guidonia sono stati bravi Eusepi e compagni, agevolati anche una volta tanto dall’inferiorità numerica altrui, a mantenersi alti, evitando così di farsi pressare nella propria metà campo. Una sola palla gol concessa nella ripresa, in cui i padroni di casa avrebbero dovuto attaccare a testa bassa, la dice lunga sulla compattezza ospite.

Certo, si sono confermati i rispettivi trend, ovvero Guidonia pessimo in casa (solo 2 vittorie, nel girone d’andata, contro Pianese e Pontedera) e in crisi d’identità (non vince da 14 giornate ed ora è alla terza sconfitta consecutiva) e Samb più a suo agio in versione da viaggio (anche se di fatto sembrava proprio di giocare tra le mura amiche, questa è la quarta vittoria in trasferta, a fronte, anche in tal caso, di soli 2 successi casalinghi), ma i 3 punti conquistati rilanciano appieno le quotazioni salvezza rossoblù, che apparivano davvero ridotte al lumicino. Questo dovrà essere solo il primo mattoncino, su cui costruire, nei prossimi 6 incontri (equamente divisi tra casa e fuori, più ci sarà la giornata di sosta forzata), l’impresa della permanenza diretta in Serie C, che sarebbe da festeggiare ancor più della promozione dello scorso anno.

Dopo averlo criticato per la scialba prestazione offerta nel derby durante la ripresa, stavolta non possiamo non tributare un meritato applauso a capitan Eusepi, che a 37 anni ha disputato tutte le partite ed oggi sembrava avere 10 anni in meno, realizzando l’ottavo gol in campionato, che vale veramente oro: un bel “cadeau” per tutte le tifose rossoblù nel giorno della festa della donna! Canta Vasco “vediamo come te la giochi se vivi tra due fuochi, se cadi come un pollo o resti in piedi come Rocky” e la pur barcollante Samb per ora in piedi ci è rimasta, eccome. Il destino ancora una volta ci fa navigare nel mare in tempesta, ma noi abbiamo le armi e la storia per farlo, perché la nostra è una storia di sofferenza, di notti insonni, di acqua alla gola, di grandi cadute, ma anche di ardite risalite: quella che ora cercheranno di intraprendere con la bava alla bocca gli uomini di Boscaglia, che oggi hanno ancor più capito che con loro c’è un intero popolo, intento a farsi dell’avverso destino nuovamente beffa.

Alessio Perotti

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