Domenica 1 febbraio, il campo Nelson Mandela sarà teatro di una giornata dai due volti: agonismo puro in campo e profonda amicizia fuori. La sfida tra la Fi.Fa. Security Unione Rugby San Benedetto e il Paganica Rugby si preannuncia durissima sul piano sportivo, ma sarà anche l’occasione solenne per celebrare i valori del rugby attraverso il ricordo di un gigante che unisce la storia delle due società: Pierluigi Camiscioni.
Se da un lato c’è la necessità di fare punti, dall’altro c’è la volontà di onorare la memoria. La società rossoblù ha infatti istituito il Premio Fair Play “Pierluigi Camiscioni”, che verrà assegnato a fine gara al giocatore che si distinguerà per correttezza e lealtà. Una scelta dettata da un aneddoto speciale: negli anni in cui Camiscioni giocava in Serie A con L’Aquila e poi con il Rugby Roma, amava trascorrere le serate proprio con gli amici del Paganica, club allora “sul nascere”. Pierluigi, campione senza barriere, aveva stretto un legame fraterno con quella realtà. La premiazione di domenica vuole ricordare proprio questo spirito di amicizia tra i club, unendo idealmente San Benedetto e l’Abruzzo in un unico abbraccio.
Ma al fischio d’inizio, l’amicizia lascerà spazio a una competizione serrata. Il Paganica è un avversario ferito e pericoloso, e coach Leandro Lobrauco ha tenuto la squadra sulla corda per tutta la settimana: «Il Paganica è una squadra esperta, che gioca in Serie A da anni – avverte il tecnico senza mezzi termini –. La loro attuale posizione in classifica non deve ingannarci. Nelle ultime uscite hanno perso per pochissimi punti, giocando alla pari anche contro squadre di vertice come Prato. Hanno bisogno di una vittoria e verranno qui per combattere: è una squadra che non molla mai». Lobrauco chiede ai suoi di replicare la feroce intensità difensiva vista nell’ultimo turno: «Sarà una partita durissima, simile a quella contro Firenze. Dovremo essere concentrati dal minuto zero al minuto ottanta. I ragazzi stanno bene, la prestazione difensiva di domenica scorsa ci ha dato grande fiducia e serenità. Vogliamo confermarci e continuare a salire un gradino alla volta».
Appuntamento, dunque, al Mandela: per vivere 80 minuti di battaglia sportiva e per applaudire, al terzo tempo, il ricordo di un amico di tutti.
Fonte foto: Unione Rugby San Benedetto


