Bra-Samb 2-2, IL COMMENTO: Questi tifosi meritano molto, ma molto di più

BRA-SAMB 2-2, LA CRONACA
D’ALESIO: «LA VITTORIA ERA AD UN PASSO. C’È TANTO SCONFORTO»

Se Babbo Natale non era stato prodigo con i nostri colori, non regalandoci nessun punto, tanto meglio non ha fatto la Befana. Peccato davvero aver gettato così alle ortiche il ritorno alla vittoria dopo 3 mesi, quando ormai i tre punti erano praticamente in tasca. Non riesce così il tris di vittorie ad inizio anno solare nella gestione Massi dopo i successi al Riviera nelle precedenti due stagioni in Serie D contro Sora (4-1) ed Atletico Ascoli (4-0). A parziale consolazione si è tornati almeno a segnare nel primo tempo, evento che non capitava proprio dall’ultimo raid di Sassari (anche allora due reti nella prima frazione), così come sempre da quel lontano 4 ottobre non realizzava capitan Eusepi, finalmente sbloccatosi da questo prolungato “impasse” ed ora salito a quota 6.

Avrebbe fatto un bel balzo in avanti la Samb, allontanandosi da quella scomoda posizione a ridosso dei play out, ricaricando le scariche pile di un morale a terra e staccando una diretta concorrente. Invece alla fine è arrivato un altro misero punticino, quinto pari in trasferta, sempre con gol, ma con un punteggio diverso dai 4 precedenti 1-1. Ne aveva vinte 3 col Rimini mister D’Alesio, mentre sulla panchina della Samb deve ancora assaporare quel gusto della vittoria, stavolta trasformatosi in boccone indigesto. Eppure, aveva disegnato un bel layout l’ex trainer riminese con Candellori alto alle spalle delle due punte e a ridosso del playmaker piemontese Tuzza, Piccoli incisivo sul versante sinistro e Konaté propenso ad allargarsi a destra, dove trova giocate più naturali. Così si è ripetuto il bel primo tempo disputato contro la Vis Pesaro, che stavolta si è esteso anche nella ripresa quando la Samb ha controllato a lungo senza problemi la flebile reazione del 3-5-2 di Nisticò, collezionando anzi le occasioni migliori per chiudere anzitempo il match.

È mancata sì la stoccata vincente, ma nel contempo è stata tutt’altro che impeccabile la gestione dei cambi. Perché ad una manciata di minuti dal termine sostituire entrambi i marcatori (Eusepi e Candellori), inserendo un Tosi piuttosto imballato, assente da un mese, e concedendo un’ulteriore chance ad un Nouhan Touré, che ormai sembra vedere le streghe quando entra in campo, che ha sciupato banalmente due propizie ripartenze e a cui farebbe sicuramente bene cambiare aria? Da quella sciagurata doppia mossa di D’Alesio (sarebbe stato più utile preferire Sbaffo, capace di tenere palla e magari di sfruttare più appropriatamente le praterie lasciate dai giallorossi nel finale) la Samb ha sofferto, lasciando costantemente palla ad avversari, capaci di creare più pericoli negli ultimi 5 minuti che in tutto il resto della gara.

Archiviato malamente anche questo scontro diretto, è decisamente ora, con il calciomercato in corso, di ridefinire l’attuale rosa, cedendo elementi che fanno solo numero ed acquistando almeno quei quattro rinforzi (due attaccanti, un esterno destro di ruolo e un centrale difensivo sinistro), in grado di dare una mano a D’Alesio per proporre con maggiore efficacia il suo 3-5-2 (o 3-4-1-2), che comunque intanto sta facendo intravedere buone cose, e al collettivo per tirarsi fuori da una situazione sempre più critica. Non farlo vorrebbe dire rendere vacillante la panchina di D’Alesio ed accettare anzitempo di giocarsi la salvezza direttamente ai play out. E questo non lo meritano assolutamente quegli straordinari tifosi, ammirati anche oggi da tutta l’Italia ed anche oltre, mirabili nel far giocare a 500 chilometri di distanza la Samb in casa e a seguire una squadra, che nelle ultime 11 partite ha raccolto la miseria di 5 punti. Come canta Ligabue l’amore conta (eccome), ma da solo purtroppo potrebbe non bastare.

Alessio Perotti

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