Samb-Livorno 2-1, COMMENTO: Squadra dai grandissimi valori

SAMB-LIVORNO 2-1, LA CRONACA
D’ALESIO: «QUESTI RAGAZZI HANNO QUALCOSA DI SPECIALE»

Da una squadra toscana e amaranto all’altra, dal Pontedera di aprile al Livorno di ottobre, da un 2-1 all’altro, entrambi maturati dopo un ottimo primo tempo concluso 2-0 e un indicibile affanno nel condurre il successo in porto: evidentemente era destino che la vittoria al Riviera dovesse tornare così. In più in maniera sorprendentemente simile a quello che successe un anno fa (18 ottobre 2025) al Picchi, dove a parti invertite era il Livorno nei bassifondi della classifica e con una prova d’orgoglio si impose con un altro 2-1, dopo essersi portato sul 2-0. Insomma, vichiani corsi e ricorsi, con cui la breriana dea del calcio Eupalla si diverte ad intrecciare scherzi del destino.

E poi si è passati da Stabile a Stabile: era stato lui a sbloccarsi in campionato all’ultimo secondo di quella specie di commedia dell’arte che è andata in scena a Sestri Levante con l’ormai ben noto Pizzi di Bergamo a fare da mattatore, è stato lui, levandosi in cielo sulle ali dell’entusiasmo, a sbloccare la delicatissima sfida odierna. L’aveva detto l’attaccante rossoblù Sgarbi in settimana: dateci il vantaggio e solleveremo quella grigia cappa che grava da un anno sul Riviera. E tanto è stato, perché dal peggior primo tempo di due settimane fa al cospetto del Latina (occhio che oggi ha fatto 1-1 anche sul proibitivo terreno di quell’allegra macchina da guerra che è la capolista Spezia) la metamorfosi rossoblù ha concepito oggi il migliore, sottoscritto decisamente da tutto il Riviera (eccetto la sparuta rappresentanza labronica) con uno scrosciante applauso.

Voleva una Samb aggressiva mister Filippo D’Alesio, capace di scrollarsi di dosso tutti i timori da cui sembrava assalita calpestando quella specie di campo minato che era ormai diventato il Riviera, ed è stato pienamente accontentato con l’uno-due siglato in un amen e una condotta rassicurante per l’intera prima frazione, eccezion fatta per il consueto paio di sbavature difensive, di cui per fortuna non ha approfittato la formazione di quei livornesi doc, che sono i fratelli Lucarelli (Cristiano allenatore ed Alessandro direttore sportivo). Poi nella ripresa è venuto fuori ciò che il più giovane trainer delle serie professionistiche va ripetutamente sottolineando: questa è una squadra con grandissimi valori, non tanto o meglio non solo tecnici, quanto morali e caratteriali. Nell’ansimante ripresa, quando a sostituzioni completate (attenzione con i cambi prossimamente!) Zini e Touré soffrivano di crampi e soprattutto Krapikas è rimasto tra i pali, pur infortunato, è venuto fuori nuovamente il gruppo Samb, ribadendo le qualità sfoggiate nel rocambolesco finale di una settimana fa.

È appena iniziato un percorso sul campo, che promette bene (8 punti nelle 4 partite di D’Alesio), un altro, prendendo magari anche spunto da quanto avvenuto in settimana dove si giocherà venerdì (1,3 milioni investiti dagli imprenditori reggiani per salvare il sodalizio, anche se in tutto ne serviranno oltre 4), dovrà essere tracciato da qui a breve sul fronte societario, costituendo quella robusta spina dorsale su cui potrà innervarsi e rilanciarsi il tessuto economico, progettuale e sociale dell’intera città, di cui la Samb (per dirla alla Pasolini) simboleggia l’ultima rappresentazione sacra.

Alessio Perotti

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