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Stefano Ferrari: «Non finirò mai di ringraziare il Grottammare. Dopo il gol ho provato una grande emozione»


Il Grottammare ha ottenuto la sua seconda vittoria consecutiva in campionato riuscendo ad espugnare Castelfidardo al termine di una gara dove ha messo in mostra una ritrovata compattezza di squadra e voglia di saper soffrire che era stata smarrita nel derby contro il Porto d’Ascoli dove i biancocelesti di mister Manoni hanno toccato forse il fondo.

Come spesso accade, quando si raggiunge il punto di più basso non si può che risalire e i rivieraschi lo hanno fatto alla grande collezionando due successi di fila e uscendo dalla zona calda posizionandosi a centro classifica.

Eroe della vittoria contro il Castelfidardo è Stefano Ferrari, centrocampista classe 1998 che col la rete contro i biancoverdi ha chiuso un cerchio buttandosi alle spalle il brutto infortunio al ginocchio occorsogli lo scorso marzo: «Per me e per la squadra a Castelfidardo è andata molto bene – attacca Ferrari – ce lo meritavamo perché dopo la gara persa contro il Porto d’Ascoli ci eravamo rialzati già col Valdichienti e a Castelfidardo abbiamo dato seguito. Il mio gol è stato importante per la squadra ma anche per il mio morale dopo che avevo trascorso un brutto momento.

Quando ho visto la palla entrare in rete ho provato tanta emozione anche quando sono entrati tutti in campo ad abbracciarmi e questo fa capire l’unione che c’è dentro allo spogliatoio. L’unica cosa che mi dispiace è che non sia stata presente mia madre perché sicuramente si sarebbe commossa insieme a me».

Come si esce da un infortunio grave come quello che hai avuto tu?
«Ci vuole tanta costanza, tanto sacrificio, tanta abnegazione. Parlandone anche con mia madre dico che quel brutto infortunio mi è capitato nel miglior contesto possibile. Ricordo che il preparatore Massimo Mariotti entrò in sala operatoria assistendo all’operazione che venne fatta dal Dott. Orsolini e dalla sua equipe della Fisiokinetik che non finirò mai di ringraziare per quello che hanno fatto per me.

Anche ora mi seguono e si preoccupano per qualsiasi problema io possa avere. Io sono rientrato dopo sei mesi e se non è un record poco ci manca e questo è stato possibile grazie al fatto che sono stato seguito giornalmente, passo dopo passo stimolandomi sempre e non lasciandomi mai da solo».

Nella sfortunata gara contro la Vigor Senigallia hai giocato per la prima volta per tutti i 90 minuti dopo tantissimo tempo
«Sì in quella partita il mister mi schierò difensore centrale vista l’assenza di qualche mio compagno e marcai un giocatore come Pesaresi. Ricordo che dal punto di vista fisico fu massacrante perché quando perdi certi ritmi poi è dura riprenderli. Peccato che uscimmo dal campo senza neanche un punto al termine di una partita dove concedemmo veramente poco».

Qual’è il tuo obiettivo per questa stagione che ha visto il tuo ritorno in campo?
«Non ho un mio obiettivo se non quello di rientrare al meglio e star bene e poi raggiungere la salvezza con il Grottammare. All’interno del nostro gruppo non c’è nessuno che antepone il proprio interesse a quello della squadra e questo difficilmente mi è capitato nella mia seppur breve carriera».


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