SAMB-LIVORNO 2-1, LA CRONACA
D’ALESIO: «QUESTI RAGAZZI HANNO QUALCOSA DI SPECIALE»
CHI VA SU
IL RIVIERA
Un tempo fortino, da dove era arduo uscire indenni, è stato strapazzato, depredato, razziato in lungo e in largo da un anno in qua. È mancata spesso la squadra, quello che invece non è mai mancato è stato il pubblico di fede rossoblù: ha inghiottito rospi su rospi, ha subito amarezze e sconfitte dolorosissime, ha smoccolato, contestato, sperato, quasi pregato, ma è stato sempre lì, su quei gradoni al fianco della sua amata creatura. Ed oggi, quando si temeva di ricadere ancora nel malefico incantesimo, da “principe” ha baciato la sua “bella addormentata”, risvegliandosi insieme da un prolungato incubo
CHI VA GIÙ
LA SOFFERENZA FINALE
Vabbè che le vittorie così sono anche più belle e memorabili, ma i 4500 tifosi di casa nostra si sarebbero ben volentieri risparmiati tutta la sofferenza di quegli interminabili minuti finali. Evidentemente si doveva attraversare un catartico tunnel che sembrava non terminare mai per rivedere la luce al liberatorio triplice fischio di Gianquinto. Sicuramente però c’è da migliorare nella gestione delle sostituzioni (si è rischiato veramente grosso con Krapikas), nel controllo della partita quando si è in vantaggio e nel cercare di chiuderla, piuttosto di mettersi in trincea. Per fortuna stavolta è andata bene, ma un chiaro monito è arrivato
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