SAMB-LIVORNO 0-0, LA CRONACA
BOSCAGLIA: «PRESTAZIONE IMPORTANTE, MA QUESTI SONO DUE PUNTI PERSI»
In concomitanza con la serata finale del Festival di Sanremo ci ispiriamo al celebre brano di Tullio De Piscopo per etichettare il passettino, e purtroppo niente più, compiuto dalla Samb all’esordio casalingo di Roberto Boscaglia in panchina. Insomma, per restare in tema canoro, si è nuovamente steccato in casa anche se stavolta lo spartito, più emozionante rispetto al recente passato, ha proposto qua e là qualche acuto, che però non si è tramutato negli agognati e necessari tre punti.
È vero che perlomeno si sono interrotte le due serie ultra-negative di 4 sconfitte consecutive e di 3 rovesci di fila tra le mura amiche, ma questa, approfittando anche dei passi falsi pomeridiani di Torres e Perugia, sarebbe stata una partita da vincere a tutti i costi. Anche perché a valle di tutte le recenti novità presentate al Riviera a partire dall’allenatore, proseguendo con l’appena nominato direttore sportivo Andrea Mussi, per finire con i due neo-acquisti last minute pescati dalla Serie D (il centrocampista figlio d’arte Alessandro Maspero e il centravanti Mauro Semprini), subito gettati nella mischia nel corso della ripresa, ci si aspettava l’ulteriore sterzata, ovvero quel ritorno al successo casalingo che in assoluto manca, guarda caso, proprio dal derby di Coppa del 29 ottobre, mentre in campionato risale addirittura al 27 settembre (4-2 alla Juventus Next Gen).
Invece “nisba”, contro il Livorno di Venturato, il cui nome a San Benedetto rievoca quello nefasto del presidente associato al primo fallimento (1994), per carità le occasioni ci sono state, ma ancora una volta l’idiosincrasia di Eusepi e compagni al gol (con strafalcioni negli ultimi 16 metri davvero imbarazzanti) si è manifestata palesemente, stoppando qualsiasi velleità. Eppure, i presupposti c’erano tutti con un pubblico sambenedettese, che come sempre quando c’è necessità triplica il proprio incitamento già di per sé caloroso, giocando di fatto al fianco della squadra, e con una formazione toscana, che, pur reduce da 5 successi nelle ultime 7 giornate, era penalizzata da pesanti assenze, su tutte quelle dell’immarcescibile bomber Di Carmine. Consoliamoci col fatto che alla luce di quanto visto in campo nelle due partite finora gestite da Boscaglia la Samb appare una squadra almeno più razionale, che sa tenere il campo, che costruisce palle gol e non si smarrisce in blackout o sbandamenti (anche se gli ultimi minuti sono stati disputati un tantino sulle ginocchia).
In poche parole, sta recuperando, in vista della volata salvezza, una sua solidità e una propria identità, che potrebbero anche essere rafforzate dalla crescita di elementi tecnici come Parigini e Stoppa, da cui ci si aspetta un salto di qualità nel difficilissimo finale di stagione. E soprattutto, come reclamato dal trainer siciliano, la Samb ha affrontato questo impegno casalingo senza paura e con quel coraggio necessario per uscire da quel labirinto, cantato da Luchè al Festival e in cui si resta tuttora intrappolati. Non sarà certo facile farlo nell’imminente attesissimo appuntamento contro un Ascoli, che sta viaggiando a mille e a suon di gol, ma si sa che i derby spesso ribaltano i pronostici, soprattutto se la Samb saprà trasportare in campo la carica e l’intensità di un’intera città per centrare un successo, che riscriverebbe la storia e spezzerebbe finalmente quel vero e proprio sortilegio calato quest’anno sul Riviera.
Alessio Perotti
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