SAMB-LATINA 1-1, LA CRONACA
D’ALESIO: «BRUTTA PRESTAZIONE, MA CI SONO ALCUNI BUONI SPUNTI»
Sembrava proprio che si stesse materializzando quanto si temeva in settimana, ovvero che si ripetesse il copione dello scorso anno, quando si vinse e convinse a Forlì con Filippo D’Alesio in panchina, interrompendo un lunghissimo digiuno di 3 mesi senza vittoria, e poi si crollò nel gioco e nel risultato in casa contro un’ottima Pianese. Stavolta la seconda parte si è verificata a metà: Samb surclassata sul piano tecnico/tattico per lunghi tratti della gara da un gran bel Latina, che però ha avuto il demerito di non chiudere i conti, consentendo così a D’Alesio e i suoi di mettere un punto, che sa di oro colato, in cascina.
Tra la peggiore squadra tra le mura amiche (Samb) e quella in trasferta (Latina, sempre sconfitta prima di oggi) è così terminata con un pari e patta, che amareggia la formazione di Volpe, comunque già uscita tra gli applausi, ma in quell’occasione senza nemmeno un punto, dall’ultima sfida esterna, sul difficile campo del Mapei Stadium contro la Reggiana; anche lì aveva disputato un sontuoso primo tempo, subendo similmente la rete dei padroni di casa a metà ripresa. L’1-1, anche questo ottenuto in rimonta, come il 2-2 dell’altro punto finora raggranellato in un avaro Riviera all’esordio contro il Forlì, stoppa due serie negative: quella delle tre sconfitte casalinghe consecutive (Spezia, Atalanta U23 e Campobasso) e quella delle 2 sconfitte di fila sempre al Riviera (Pianese e Perugia), che costarono l’esonero a D’Alesio lo scorso anno.
Inoltre, stavolta la Samb è almeno riuscita ad evitare di tornare nuovamente sotto, dopo aver riequilibrato i conti nella ripresa, come invece si era verificato proprio negli ultimi due rovesci casalinghi contro Atalanta U23 e Campobasso. Un’ulteriore ragione per cui questo punto non è proprio da buttare via si scorge da quanto successo nella passata stagione: se delle 10 sconfitte al Riviera la Samb ne avesse pareggiate appena la metà, avrebbe raggiunto senza patemi la salvezza. Ecco perché in ottica dell’obiettivo della permanenza in serie C questo pareggio va più che bene e rappresenta la metà piena del bicchiere odierno. Quello che non va proprio nella metà vuota è l’incapacità di stare in campo almeno per tutto il primo tempo, quando la Samb ha subito in lungo e in largo gli ospiti (rievocando quanto avvenuto contro lo Spezia), senza riuscire a tessere la minima trama di gioco e a tracciare due, dico due, passaggi di fila.
Costantemente in inferiorità numerica a centrocampo, i rossoblù hanno subito passivamente l’aggressività laziale, salvandosi solo per la poca incisività di Baez e compagni negli ultimi sedici metri e le chiusure di una retroguardia ottimamente schermata da Touré. Il 4-2-3-1 impostato da D’Alesio con un Tunjov imbarazzante come trequartista destro si è rivelato del tutto inadeguato, meglio sarebbe stato irrobustire la mediana, arretrando l’estone e passando ad un più sostenibile 4-3-1-2. Per fortuna col punteggio rimasto in bilico, l’inevitabile calo fisico degli avversari e gli innesti della ripresa hanno riequilibrato la partita in tutti i sensi. E a proposito di questi ingressi, nella ripresa, come a Grosseto, la Samb era per sette undicesimi quella dello scorso anno: un’ulteriore sonora bocciatura della campagna acquisti operata dal direttore sportivo Mussi, dopo l’uscita di scena di Boscaglia ora sulla graticola resta lui.
Alessio Perotti
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