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Samb-Atalanta U23, COMMENTO: La cenerentola del girone

SAMB-ATALANTA U23 2-3, LA CRONACA
SAMB-ATALANTA U23 2-3, LE PAROLE DI BOSCAGLIA

Per la Samb cambia la forma (più di mezza squadra titolare, ben 6 calciatori rispetto all’undici di partenza a Pineto), ma non la sostanza di una squadra, che, con una fase difensiva disastrosa (media di 2 gol subiti a partita), rende il Riviera, proprio come lo scorso anno, ormai abituale terra di conquista: dopo i 10 rovesci della passata stagione, ora sono già 2 sui 3 match tra le mura amiche disputati (praticamente in un anno solare si è vinto solo una volta, contro il già retrocesso Pontedera nell’ultimo incontro a domicilio dello scorso campionato).

È vero che contro i talenti bergamaschi, finora comunque prolifici in casa (2 successi in altrettante partite) ma in difficoltà in versione da viaggio (2 sconfitte senza alcuna rete realizzata), non era semplicissimo trovare punti pesanti per uscire dal tunnel di sconfitte consecutive (con questa sono addirittura 4); è anche vero che affrontare formazioni che giocano senza particolari assilli, come il Pineto di sabato scorso, una squadra B (eh queste compagini, meri serbatoi della massima serie, che tolgono spazio a realtà storiche e passionali relegate in categorie inferiori) come l’Atalanta U23 e la stessa Pianese, da incrociare lunedì prossimo a Piancastagnaio, quando tu invece sei sotto una pressione simile a quella del globo terrestre sovrastante il mitologico Atlante, non è proprio semplicissimo.

Ma il misero punto raggranellato all’esordio (e pure in rimonta nel finale contro il Forlì), l’unico di queste prime disarmanti 5 partite, non è in nessuna maniera giustificabile. Anche perché, nonostante qualche sussulto nel corso della ripresa nella peraltro restante nullità, sono troppe le amnesie e le pause di una formazione, che va ripetutamente in affanno, concedendo autentiche praterie in cui sguazzano gli avversari. Non riesce proprio mister Boscaglia a raddrizzare la prua della navicella rossoblù, che imbarca acqua da tutte le parti e sta irrimediabilmente colando a picco. Oltre ad equilibri tattici davvero precari e ad una condizione atletica tutt’altro che ottimale, ci sono anche scelte individuali discutibili: perché, e lo ripetiamo, Stabile, uno dei giovani rivelazione dello scorso campionato, non può giocare dal primo minuto e perché Touré, che potrebbe garantire maggiore copertura e filtro, sembra essere stato definitivamente accantonato?

Due precedenti situazioni simili in Serie C non sono proprio incoraggianti: quella del 1989/90 (1 vittoria e 6 sconfitte nelle prime 7) e del 2008/09 (come ora 1 pareggio e 4 sconfitte nelle prime 5) condussero alla retrocessione. Una invece, quella del 2006/07 (ugualmente 1 pareggio e 4 sconfitte nelle prime 5), è in controtendenza: allora si cambiò allenatore proprio dopo la quinta giornata, sostituendo Calori prima con l’intermezzo di Chimenti, vittorioso contro il San Marino, e poi con l’avvento di Ugolotti, che addirittura sfiorò i play off, allora limitati alla quinta posizione. Non c’è che dire: la Samb è ora sicuramente la cenerentola del girone e più che mai purtroppo votata al ritorno nel dilettantismo, ci vorranno scelte immediate, coraggiose, dure e senza mezze misure tra staff e calciatori per trasformare l’attuale misera zucca in una dignitosa carrozza.

Alessio Perotti

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