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Ravenna-Samb 1-0, IL COMMENTO: D’ora in poi conta solo la Samb

RAVENNA-SAMB 1-0, LA CRONACA
RAVENNA-SAMB 1-0, BOSCAGLIA: «LA REAZIONE C’È STATA, MERITAVAMO IL PAREGGIO»

Centra il bis casalingo il Ravenna, facendo l’en-plein nel doppio turno al Benelli (dopo aver steso 2-0 la Juventus Next Gen) e giovandosi appieno del cambio tecnico con l’“indigeno” Mandorlini (due partite e due vittorie). Non c’è stato invece lo stesso effetto in casa Samb al terzo ribaltone in panchina, come d’altronde avvenne nella prima stagione, 2023/24, della gestione Massi in Serie D, ma allora visto il temporaneo ritorno di Lauro gli allenatori furono 3, con la breve parentesi di Alessandrini e il finale con Mancinelli. Per la quarta volta su quattro confronti con le prime della classe (Ravenna, Ascoli e Arezzo) la Samb perde di misura 1-0 ed è la prima formazione quella ravennate ad infliggere l’uno-due ai rossoblù, concedendo il bis dopo il contestatissimo e non certo meritato successo dell’andata, a differenza delle altre due formazioni (Forlì e Carpi) che avevano già violato il Riviera e non si sono ripetute a domicilio al ritorno.

Non riesce al momento al quarto allenatore stagionale, l’esperto Boscaglia, l’inversione di rotta di questa sempre più travagliata annata, che sta precipitando in classifica alla luce delle 4 sconfitte consecutive (come già avvenuto all’andata a partire proprio dal Ravenna, poi Livorno, Ascoli e Guidonia) e il solo punto (0-0 a Carpi) racimolato nelle ultime 6 giornate. Sulla carta, nella tana della seconda forza del girone, non era certo questo il match per riprendere a marciare (1 solo successo, 2-0 a Forlì, negli ultimi 19 turni, proprio a partire dalla sfida d’andata contro i romagnoli, da cui è iniziato, visto che siamo appena entrati in tempo di Quaresima, questo vero e proprio calvario) e tanto è puntualmente stato. Nella terra dei bizantini la Samb ha ancora una volta mostrato palesi difficoltà in costruzione, vista la povertà tecnica in mezzo al campo, e in fase di finalizzazione e questo, data l’impellente necessità di cominciare a vincere qualche partita, in particolare al Riviera, impenna ancor più lo stato di preoccupazione.

Per ritrovare l’uscita dalla fitta “boscaglia” (ogni riferimento è puramente voluto) in cui si sono dispersi Eusepi e compagni, ora la società, con un uomo solo, il presidente Vittorio Massi, al comando, una volta sfaldatasi definitivamente la “triade” della promozione con Palladini e De Angelis, in cui tante speranze si riponevano, dopo aver individuato un allenatore di categoria, dovrebbe fare di tutto per reperire immediatamente quel paio di elementi (centrocampista e centravanti) assolutamente indispensabili per incrementare quelle chance di salvezza diretta, che di giornata in giornata si vanno via via purtroppo affievolendo.

È dovuto all’intera San Benedetto, che a questo punto, come spesso avvenuto ai tempi della serie B, quando si sono centrate salvezze che questa in confronto sembrerebbe una passeggiata di salute (su tutte quelle arpionate all’ultima giornata in trasferta nel 1985/86 e 1986/87 rispettivamente a Genova e a Bari), dovrà lasciarsi alle spalle interessi di parte, rancori, recriminazioni e polemiche varie, per formare quel blocco di granito con calciatori e tecnico necessario per costruire la permanenza in quel professionismo, tanto faticosamente riconquistato e da non gettare alle ortiche, in particolare tra le mura amiche. È proprio lì, che si dovrà decisamente cambiare passo immediatamente con le prossime due sfide casalinghe (Livorno e derby nel giro di 10 giorni), da affrontare, come sostenuto da Boscaglia, tutti insieme con passione e con coraggio e senza più paura: da adesso in poi conta solo la Samb, è questa l’ora di San Benedetto, è questa l’ora dei sambenedettesi.

Alessio Perotti

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