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Ottavio merce rara

Nonostante un trend decisamente negativo negli ultimi due mesi (con l’eccezione della storica vittoria nel derby di Coppa Italia di Serie C con l’Ascoli), Ottavio Palladini lascia la Samb in acque relativamente tranquille: a guardare la classifica, l’undicesimo posto con +5 sui play out e -1 dai play off (anche se con una partita in più) sono un risultato più che dignitoso per una squadra partita con l’obiettivo della salvezza (che lo abbiano tutti bene in testa) e con un budget che non è sicuramente tra i più alti del girone. Insomma, ad Ottavio stava riuscendo ancora una volta l’impresa di fare le nozze coi fichi secchi, ma lui è così: ha sempre lasciato parlare più i fatti che le parole e i fatti gli hanno dato quasi sempre ragione come testimoniano le 4 vittorie di campionati tra Serie D ed Eccellenza.

Fin dall’inizio della sua carriera da allenatore, Ottavio è stato l’uomo a cui ci si è affidati quando le cose non andavano per il verso giusto e lui, con i suoi valori tecnici (troppo spesso sottovalutati) e caratteriali ha riportato la nave sulla giusta rotta, facendola approdare per ben tre volte nel porto del professionismo (2012/13 anche se poi arrivò la mancata iscrizione, 2015/16 e 2024/25). In 15 anni, dal 2010 al 2025, è stato il simbolo della continua rinascita della Samb, arrivando ad un passo (214 panchine in campionato) dal record di panchine detenuto da Alberto Eliani (220, come riportato dallo storico Luigi Tommolini, ndr). Si è fatto da parte, anche se a poche ore da un match delicato come Arezzo (chissà che sarebbe accaduto in caso di un – pur difficile – risultato positivo), con garbo e pacatezza, trovando l’accordo col presidente Vittorio Massi per restare all’interno della società in un’altra veste.

Un’uscita di scena che rispecchia il suo stile (serio, disponibile ed educato), che nel corso degli anni lo ha portato a ricevere più critiche di quante ne avesse meritate. Non a caso, non appena si è diffusa la notizia del cambio allenatore, in tanti sui social hanno già scritto che potrebbe essere una scelta che verrà rimpianta, prefigurando un ritorno di Palladini per centrare il traguardo della tranquilla salvezza. La speranza di tutti, come la nostra, è che questo scenario non si debba verificare: eppure non facciamo fatica ad immaginarci il sì di Palladini di fronte all’ennesima necessità della squadra della sua città. Già, perché negli ultimi anni è spesso andata così: quando la Samb va male si chiama Palladini, che mette a posto le cose e porta a casa i risultati. Per dirla in poche parole, si può riprendere alla lettera striscione esposto in Curva Nord qualche anno fa, quando Palladini, alla guida del Teramo, affrontò la Samb da avversario: Ottavio merce rara.

Daniele Bollettini

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