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La Samb 2018/19 tra buone cose al Riviera, mal di trasferta e tanti limiti


Contro il Sudtirol di mister Zanetti è arrivata la chiusura “perfetta” di questo campionato: una squadra contratta, senza spunti e piuttosto anonima. Il marchio che pesa sulla Samb 2018/19 è quello di una stagione giocata in rincorsa, obbligati dal pessimo inizio ad inseguire la salvezza, poi correndo sull’entusiasmo verso i playoff. E forse lì si è arrivati meno convinti dei propri mezzi, provati dai picchi di fatica del campionato, privi delle proprie forze mentali.


Un campionato anacronistico dove la Samb fa registrare un attacco mediocre, con 40 reti all’attivo (20 in meno della Triestina, il migliore; 22 più del Fano, il peggiore). Un reparto avanzato dove brilla la stella di Stanco, con 12 gol realizzati, il suo record personale tra i Pro. Pure Ilari s’è ritagliato un ruolo da protagonista, secondo miglior cannoniere in rosa. Ma Ilari, in avanti, ha dovuto dare una forte mano, laddove si sono perse le tracce di Elio Calderini (5) e Andrea Russotto (1). Un campionato dove il meglio lo si è costruito al Riviera delle Palme, con 34 punti in 19 gare. In trasferta, i numeri, sono impietosi: 16 punti, 24 gol subiti e solo 16 realizzati. Spicca uno squilibrio difensivo importante, nonostante la conferma di Miceli tra i migliori del girone e gli innesti di Fissore (per lo più impiegato sulla fascia) e Celjak reduce dal buon campionato con l’Alessandria.

È un campionato anacronistico, un campionato strano, un campionato che ora ha visto il suo tramonto, amaro e che lascia adesso il posto al tango sulla successione a capo della società: se andrà via Fedeli, chi arriverà?

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