JUVENTUS NEXT GEN-SAMB 4-2, LA CRONACA
MANCINELLI: «BUTTATA VIA UNA PARTITA IN VENTI MINUTI»
Era davvero un’epoca fa quella in cui la Samb rifilava 4 schiaffi alla Juventus Next Gen, esaltando (sarebbe stata l’ultima volta per ora) un Riviera in estasi e il proprio presidente Vittorio Massi, che a fine partita prefigurava scenari di gloria, poi mestamente evaporati. Un girone dopo i 4 ceffoni (e alla fine lo stesso punteggio) la Samb li subisce nell’amen di un tempo da incubo, in cui oltre alla partita, peraltro effimeramente ben iniziata, ha perso anche la faccia. Altro che play off! Con la figuraccia rimediata al Moccagatta di Alessandria, solo parzialmente riabilitata nella ripresa, la Samb si cala (e come poteva essere altrimenti?) in piena zona play out.
Con 1 solo successo nelle ultime 17 partite, praticamente un girone, attualmente la formazione rossoblù è la maggiore candidata non solo agli spareggi finali, ma anche alla retrocessione, visto che si tratta di un trend che al momento appare purtroppo irreversibile. Quel successo a Forlì, maturato con gli ultimi 3 acquisti in campo, sembrava l’impulso giusto per iniziare un nuovo campionato, invece ha fatto da preludio ad una debacle di 1 solo punto raccolto nelle successive quattro giornate (con la magra consolazione che dopo 3 partite a bocca asciutta almeno si è tornati a segnare). La confusione tattica con l’assetto difensivo tornato da 3 a 4 e la mollezza generale in tutte le zone del campo (non solo dietro, vista la mancanza di cattiveria nel trasformare le palle gol capitate nei primi dieci minuti) non darebbero adito a molte speranze nell’immediato. A meno che le mozzarelle rossoblù non si trasformino d’acchito in “scrofe assatanate”, per usare un pittoresco appellativo di Eziolino Capuano, nello, a questo punto veramente disperato, scontro salvezza contro la Torres di domenica in un Riviera sconsolatamente depredato a più riprese (7 sconfitte su 12 incontri).
Purtroppo, stavolta non si è potuto neanche intonare il “Sì, viaggiare” di Lucio Battisti, perché dopo 4 risultati utili consecutivi in trasferta (quelli della gestione D’Alesio) si torna a perdere lontano da casa (l’ultima volta era stata ad Arezzo sempre con Mancinelli in panchina) contro una Juventus Next Gen, che con 6 vittorie nelle ultime 7 giornate è senza dubbio la squadra più in forma del girone. Necessario in questo paio di giorni, che mancano a questa sorta di ultima spiaggia, un intervento deciso di una società, che dopo il braccino corto nel mancato completamento di un adeguato e veramente incisivo mercato invernale e il teatrino inscenato questa settimana riguardo all’avvicendamento in panchina, ora deve fare la voce grossa di fronte alla spaurita pattuglia rossoblù, facendole capire cosa l’intera San Benedetto si sta giocando, ed ammettere umilmente verso una tifoseria miserabilmente illusa ad inizio stagione la sequela di errori inanellata, cercando di chiamare tutti a raccolta per salvare assieme il salvabile. L’hanno chiesto d’altronde i tifosi stessi con lo striscione esposto al Riviera, invitando chi scenderà in campo d’ora in poi ad incarnarsi in lupi di mare per affrontare le prossime battaglie, tra cui una particolarmente sentita, in un mare sempre più tempestoso.
Alessio Perotti
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