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FOCUS – Verso Pescara-Samb: quanti incroci tra gente di mare

Se il derby per antonomasia per la Samb, quello con l’Ascoli, tornava dopo quarant’anni, quello dell’Adriatico, con il Pescara, si ripropone dopo una ventina e come l’altro andrà in scena per tre volte, ovvero con l’aggiunta della sfida di Coppa oltre alle due canoniche di campionato. Risale infatti alla stagione di Lega Pro Prima Divisione 2007/08 l’ultimo incrocio tra le due formazioni e anche allora le sfide furono 3 con un bilancio equo.

Se in Coppa al Riviera finì 1-1, il match d’andata in terra abruzzese con un Pescara in piena crisi societaria (e come ora appena retrocesso dalla Serie B) vide il sorprendente poker (4-1) rifilato dagli uomini di Lerda a quelli di Ugolotti, riscattato al ritorno dalla compagine passata poi ad Enrico Piccioni con un netto 2-0 (marcature di Ferrini e Forò). A vincere entrambe le partite quell’anno fu l’avvocato Enzo Nucifora, sambenedettese d’adozione, che prima, nonostante il bailamme societario, grazie alla sua sapienza calcistica costruì da direttore sportivo un Pescara comunque in grado di ben figurare e poi, quando il sodalizio passò nelle mani dei Soglia, fece armi e bagagli, tornando nella sua San Benedetto e conducendo la Samb verso una tranquilla salvezza dopo un sofferto avvio di stagione (ben noti i suoi continui richiami alla “sambenedettesità”).

Oltre a lui tanti i personaggi di rilievo condivisi tra le due sponde: il sambenedettese Tom Rosati, colonna della prima storica promozione in Serie B nel 1955/56, diventò apprezzatissimo trainer pescarese, mister Giorgio Rumignani (con la Samb anche in veste di calciatore) guidò con successo entrambe, i fratelli Iaconi (il trainer Ivo e il direttore sportivo Andrea) passarono assieme, sempre con ottimi risultati, da una parte all’altra, ovviamente Ottavio Palladini, altro sambenedettese doc, ha fatto le fortune di entrambe le squadre, divenendo amatissimo capitano biancazzurro e, dopo esserne stato calciatore sin dal vivaio, l’allenatore più vincente della storia rossoblù, il presidente Dante Paterna (occulto in casa Samb all’epoca di Mastellarini) ed infine, last but not least, Leonardo Mancuso, acclamato bomber per entrambi, trasferito inopinatamente “gratis” dalla società di Fedeli a quella di Sebastiani.

A proposito di Palladini, che la disputò con la maglia del Pescara, è sicuramente scolpita nella memoria la doppia sfida play off di semifinale in Serie C1 girone B del 2002/03, quando la Samb di Colantuono illuse i suoi tifosi vincendo l’andata al Riviera con una rete di Teodorani, poi ribaltata tra le polemiche per la direzione di gara di Giannoccaro al ritorno in un gremito Adriatico. Tra tutti i gol, che hanno infiammato questo derby, mi piace ricordare, non senza commozione, la fuga con cui Stefano Borgonovo nell’ultimo anno del Ballarin (in serie B 1984/85) salutò i difensori ospiti, mise a sedere il portiere Rossi e depositò in fondo al sacco la palla del 2-0 (la prima rete fu realizzata dal suo fedele compagno, sin dalle giovanili del Como, Maccoppi), andando a festeggiare verso i Distinti.

E poi gli spettacoli di tifo tra gente di mare divisa da una settantina di chilometri: le invasioni abruzzesi in tappe fondamentali verso la Serie A al Ballarin nel 1978/79 (alla terzultima giornata vinse la Samb con un gol di Ruggiero Corvasce) e al Riviera nel 1986/87, quando i discepoli del “profeta” Galeone si imposero 2-1 (accorciò le distanze Di Nicola nel finale dopo le reti di Berlinghieri e bomber Rebonato), quelle sambenedettesi della stagione 2002/03, di cui particolarmente memorabile quella della “notturna” di campionato (0-0), illuminata da una splendida Samb, seppur ridotta in dieci per l’espulsione di Corradi. Ecco nel calcio attuale, cosiddetto “moderno”, che ormai ha deciso di amputare ed imbavagliare la sua parte più calorosa e colorita, mancherà proprio questo e il derby dell’Adriatico a metà non avrà più il sapore di una volta.

Alessio Perotti

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