Maurizio Troiani è un socio dell’Unione Rugby San Benedetto ed è entrato nella famiglia della palla ovale sambenedettese da più di dieci anni, convinto dal presidente Edoardo Spinozzi e ora è parte integrante il progetto in quanto si occupa anche delle riprese video delle partite della squadra di Leandro Lobrauco.
«La mia passione per il rugby nasce oltre 50 anni fa, quando a San Benedetto nacquero le prime squadre che portavano il nome di Fiamma e Stella Rossa, grazie a un mio compagno di scuola che giocava e voleva coinvolgermi senza poi riuscirci. Mio fratello Renato, invece, giocò con la Samb Rugby e fu anche dirigente. Questo sport l’ho sempre seguito e anche mio figlio giocò fino a quando, a causa di un incidente, dovette smettere.
Ho sempre seguito mio figlio facendo anche delle riprese video delle sue partite. Il Presidente Spinozzi, vedendo ciò, mi propose di continuare questa attività per le gare della prima squadra e da quel momento io sono presente sia in casa che in trasferta».
Lei ha vissuto l’escalation della società dalla Serie C alla Serie A, come si è riusciti a San Benedetto a scalare le classifiche?
«Grande merito lo voglio dare al vulcanico presidente Edoardo Spinozzi che ci ha creduto. Il suo carattere forte si vedeva sin dai tempi in cui era giocatore quando non voleva mai mollare. Abbiamo girato i campi di mezza Italia e lui, guardando sia i pregi che i difetti delle nostre avversarie, è riuscito a costruire una squadra e una società che non ha nulla da invidiare a quelle della Top Ten.
Il suo obiettivo magari è proprio quello di raggiungere quei livelli. In questo sport ci vuole programmazione e anche un pizzico di fortuna che non guasta mai. In questi anni, poi, abbiamo avuto due bravissimi allenatori come Alessandro Laurenzi prima e Leandro Lobrauco adesso».
Si aspettava un campionato di tale livello dell’Unione Rugby?
«Sinceramente non mi aspettavo di essere al terzo posto perché potevamo pagare lo scotto di essere esordienti in una categoria nuova per noi e affrontare squadre che non conoscevamo e composte anche da giocatori che hanno calcato palcoscenici importanti.
La nostra forza è quella di giocare in modo tranquillo anche se nelle prime gare abbiamo un po’ pagato il fatto che i nuovi arrivati non conoscessero appieno i compagni. Le prime due sono superiori ma non così distanti da noi in quanto ci siamo fatti valere quando ci abbiamo giocato contro».


