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Calcio e Covid, un buco nero per i settori giovanili


In queste settimane nel quale è stato il Covid ad essere protagonista e nelle quali si parla tanto di prime squadre, non si può dimenticare del settore giovanile che sta soffrendo tremendamente e probabilmente in maniera superiore. Le conseguenze della pandemia non possono essere solo quelle dal lato economico, con il mancato incasso delle quote annuali da parte delle società, ma anche quelle, forse più pesanti, dal lato sociale con la mancata formazione dei ragazzi e la loro maturazione soprattutto nelle categorie Allievi e Juniores.

Un problema che ovviamente interessa quelle società che disputano campionati regionali. Lo scorso marzo, con il lockdown generalizzato, tutti i campionati vennero sospesi e non furono permessi neanche gli allenamenti, una sorta di condanna per chi vive di calcio. Dopo l’estate gli allenamenti sono ripresi ma dal lato sportivo le gare sono continuate a mancare. Le società virtuose, che magari posseggono strutture adeguate, sono riuscite a svolgere allenamenti individuali portandoli avanti nel corso delle settimane ma la stragrande maggioranza ha dovuto alzare bandiera bianca non potendo garantire il rispetto delle norme dei vari Dpcm.

Scavallato il 2020, ci ritroviamo la forte possibilità che la stagione non possa neanche cominciare visti anche i numeri della pandemia che tornati a crescere. L’ennesimo rinvio che sembra davvero dietro l’angolo, metterebbe probabilmente una pietra tombale sulla stagione 2020/21. Se così fosse si verificherebbe un vero e proprio buco nero nella formazione dei futuri calciatori, sia quelli in via di maturazione, che quelli che avevano intrapreso un percorso partito dalla scuola calcio per cercare di arrivare, un giorno, a giocare con la prima squadra.


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